11 settembre 2001

11 settembre 2001, una data che ricorderemo, e dobbiamo ricordare, per sempre.

Io quel giorno stavo andando a lezione di canto (si non ve l’ho mai detto ma ho preso anche lezioni da un maestro privato per qualche anno, con scarsi risultati a mio avviso). Ricordo che faceva ancora caldo, arrivo a casa di Paolo ed ero ancora ignaro. Mi accoglie nell’atrio di casa sua e noto subito qualcosa di diverso, mi saluta frettolosamente e sento la televisione accesa.

Televisione accesa in casa di Paolo? …ma se la usava praticamente solo per appoggiarci sopra partiture e spartiti vari? Arrivo nel soggiorno dove teneva la pianola elettronica e dove solitamente sopportava i miei gorgheggi e vedo lo schermo. Lo vedo, ma poi il mio sguardo focalizza le immagini; ma cos’è? Un film d’azione? Fumo, ambulanze, aerei… Sul momento ho pensato che si fosse convertito al cinema d’azione americano. Strano ma sempre possibile. Tutti questi pensieri mi sono balenati in un momento, saranno state frazioni di secondo, che ora sembrano lunghissime così spiegate a parole. In quel momento sono stati fugaci lampi di pensiero mentre mi stavo preparando mentalmente alle partiture che avrei dovuto provare.

E poi sono atterrato sulla Terra; pesantemente, violentemente, come se mi avessero svegliato di soprassalto da un letargico torpore.

Non dimenticherò tanto facilmente quel giorno; New York, l’abbattimento delle torri gemelle, migliaia di morti. Quando sono uscito da casa di Paolo ho ricevuto un sms sul mio cellulare (allora si usavano parecchio): me lo aveva inviato una mia amica, atea: “dov’è il tuo dio adesso?”. Sono rimasto qualche minuto in silenzio, in mezzo alla strada, attonito, silenzioso. Poi ho semplicemente risposto quello che mi veniva dal cuore e che sapevo perché lo avevo intimamente provato: “Dio ci ama a tal punto di lasciarci liberi. Liberi anche di fare il male”.

Preghiamo per quei morti, per i morti di tutte le guerre, per gli attentatori, per chi si arroga il diritto di portare la pace muovendo guerra ma soprattutto preghiamo per noi in questo momento particolarmente tragico della storia ricordandoci di restare umani. Sempre.

Alberto Krebel H.

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