3 Settembre, Viaggio di un Facchino di Santa Rosa

Oggi vi racconto una storia : ma non è una storia per persone distratte! E chi guarda solo le immagini non leggerà!

Metti che facendo due passi per Viterbo…una cosa strana , un uomo come tanti, vestito di bianco… lo fermo.. lo conosco, Lui mi fa vivere questo giorno particolare la festa di Santa Rosa che si avvicina in tutta fibrillazione…si chiama Roberto.
Mi apre le porte della sua casa conosco la moglie, la suocera e Romano il suocero ; oggi non sono qui solo per ammirare un balcone/giardino di sua moglie Stefania, che cura con amore le sue erbe aromatiche, che ci include nel loro profumo e mi sento già’ parte integrante di questa casa. C’è tanta passione, si respira e Viterbo da quassù’ è ancora più bella!
Non solo vengo accolto in casa ma non posso tirarmi indietro davanti ad un bel piatto di riso con il pomodoro cucinato dalla signora Vincenza.
Ma torniamo a Lui, Roberto, l’uomo protagonista di oggi.
Dopo aver pranzato insieme ci accorgiamo che è ora di prepararsi…I vestiti bianchi candidi appesi ad una finestra, per respirare un po’ prima del loro lavoro, sembra vogliano dirci “siamo pronti per essere indossati” e asciugarti il sudore.
Roberto indossa la camicia, che gli proteggerà le sue spalle, poi i pantaloni e, con l’aiuto di sua moglie la fascia rossa stretta in vita come fosse un abbraccio …vederlo indossare la divisa del Sodalizio dei Facchini è già’ emozionante, un uomo in bianco; poi prende il “ ciuffo” contraddistinto da un numero: Undici, simbolicamente questo numero è attribuito alla Responsabilità.
Scendiamo …sì andiamo…!
E’ bellissimo incontrare la gente, le tante persone che aspettano sotto casa per augurare un buon trasporto.
Stefania lo accompagna fin quanto può per poi salutarlo con un bacio, con una mano sulla spalla come per dire “io ci sono, sono qui”.
E poi il ritrovo dei Facchini, in un bar dove un caffè diventa un incontro…un contatto con uomini come Te che oggi con Forza, Amore, Devozione e Passione alzeranno al cielo Santa Rosa. Qui incontra il fratello Claudio, anche lui Facchino, ed è qui che nasce l’amicizia con spirito di affidabilità’ con impegno sia fisico che morale, vedo abbracci e sopra tutto vedo questi uomini che si prendono sottobraccio, mi rimane negli occhi questo gesto…Li avvicina.
Sottobraccio: portare, reggere, tenere qualcosa e qualcuno con se’; Gesto che porterò’ con me per tutto il giorno. Inizia il tuo viaggio…Solo tuo…Solo vostro.
E poi si fa sera.. ho riso, sofferto, visto i volti stanchi per il peso, per il caldo, ma anche tanti sorrisi di gente felice, persone che anche contro avversità’ fisiche, magari doloranti, non possono non andare avanti; non ci si può’ fermare per qualche dolore fisico…No!
Oggi dobbiamo (deve) andare avanti e festeggiare S Rosa.
Sono uniti da un Sodalizio, sono protagonisti di un tributo di Fede e tradizione che si rinnova ogni anno a Viterbo. Voi siete il motore di questa Macchina che illumina la città!
Roberto e gli altri facchini sono i veri protagonisti dello spettacolo.
Ho conosciuto Santa Rosa grazie a Roberto e agli altri Facchini, stupito, affascinato e felice nel vedere uomini che con la loro forza siano riusciti nell’intento; che con le loro spalle forti abbiano alzato e trasportato tanto peso; con la loro divisa bianca ancora candida e gioiosa esultanti per aver avuto un risultato eccellente.
Tanto ardore, tanto entusiasmo…si esce da sotto la Macchina il saluto a chi ti stava vicino, e poi l’abbraccio con Claudio sigilla questo fantastico Trasporto. Evviva Santa Rosa è solo un grido liberatorio. Santa Rosa risplende in tutta la sua bellezza luminosa.
Grazie a Voi Facchini; Grazie al Vostro amore per la città e per la Santa: Uomini sotto lo stesso cielo! Mi sento di dirti grazie, per avermi fatto partecipe di tutto ciò’.
Grazie Roberto di esserci riuscito con me…

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