Un work shop con Francesco de Vito

Il workshop ha come finalità, innanzitutto, il divertimento, gli inglesi, parlano di recitazione, usando il verbo to play, giocare, il verbo to act, agire fare.
Se si vuole lavorare sulla propria arte, occorre prima di tutto, lavorare su se stessi, preparare il terreno, piantare i semi, innaffiarli, farli crescere, vederli fiorire e raccogliere i frutti. I bambini sono un grande esempio, vederli giocare, da soli o in gruppo, è meraviglioso e fonte di grande ispirazione, rappresenta quanto di meglio un attore può raggiungere nelle sua arte; concentrazione e fuoco nell’azione e nel ruolo che interpreta, cosa fare è più importante di come farlo, fede nell’uso dell’immaginazione. Sviluppare i nostri 5 sensi, riappropriandoci di quello che la natura ci ha fornito sin dalla nascita, imparare a conoscere qual è il nostro senso più sviluppato, perché è quello che ci aiuterà nel lavoro. Scoprire e sviluppare il 6° senso, la porta di accesso al regno del sub-conscio, credo elemento imprescindibile per un artista. Faremo in modo di riappropriarci e fidarci nuovamente dello strumento più potente a nostra disposizione, l’immaginazione appunto, che ognuno di noi ha sin dalla nascita, ma che la crescita e la maschera sociale, piano piano, ci fanno dimenticare. Strumento che assume inoltre fondamentale importanza al cinema, davanti la macchina da presa, in quanto, ad esempio, ci si trova a girare una scena magari con un forte impatto emotivo, mentre dall’altra parte il nostro referente è un piccolo nastrino colorato messo vicino alla macchina da presa, che rappresenta lo sguardo del nostro interlocutore. Evidenzieremo una netta e fondamentale separazione tra il training, e le basi fondamentali , l’allenamento quotidiano, e la performance. Sottolineeremo la fondamentale importanza di lavorare rilassati, di quanto sia necessario rendere disponibile nella recitazione ogni minima parte del nostro corpo e della nostra mente. Vedremo, inoltre, quanto importante risulta l’uso del sottotesto e come imparare a passare dal testo al sottotesto, useremo altre arti come il ballo e il canto, la pittura, etc.. useremo l’osservazione della vita reale, vedremo quanto importante è il concetto di fare nell’acting, vedremo quanto importante è innalzarci verso il personaggio per rendere ogni performance unica e indimenticabile, non fare in modo di abbassare il personaggio a noi, rendendo cos’ ogni performance uguale l’una all’altre, Vedremo quanto sia importante dare a colui, o colei, con cui condividiamo la scena, quello di cui ha bisogno, il giusto e corretto stimolo. Che cosa voglio che l’altro faccia?, in modo che il focus non sia su di me, ma sul creare insieme, creare un onesta comunicazione, superare idee preconcetti e predeterminate, superare i cliché, entrare nel regno dell’ignoto, sorprenderci di noi stessi anche, agevolare non solo se stessi ma anche il partners. Inoltre mi piacerebbe, vista la grande importanza che riveste nell’ambito lavorativo, per permettere all’attore di essere pronto a essere presente e lavorare livello internazionale, per aumentare il proprio potere , se qualcuno volesse lavorare su una scena in lingua inglese. Tutto questo ci permetter, di accordare il nostro strumento , in quanto a differenza di qualsiasi arte, l’attore, e sia lo strumento, che colui che suona, aspirare ad essere non un artista costipato, ma un artista che ha una fede illimitata e crede che tutta la sua forza di volontà, nell’alleanza più prestigiosa, la SUA IMMAGINAZIONE, in modo di vivere realmente, giocando, la magnifica illusione dell’attore. Come dicono gli inglesi, LET’S HAVE FUN!
Francesco De Vito

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