L’affidamento dei figli

 

L’affidamento dei figli è un argomento molto delicato e complesso che fa incontrare la diversità di ogni caso rispetto all’altro con la necessità della tutela giuridica che giocoforza deve basarsi su una sorta di, mi si passi il termine, catalogazione, in una tematica che spesso porta con se strascichi dolorosi ai quali la legge è chiamata comunque a rispondere.

A quale dei due genitori quindi vengono affidati i figli? Di solito se il bambino è molto piccolo il Giudice tende ad affidarlo alla madre e a farlo vivere nella casa dove ha sempre vissuto anche per evitargli traumi ulteriori rispetto a quelli che sicuramente una separazione genitoriale comporta. La casa familiare inoltre viene assegnata solitamente al genitore con cui poi la prole andrà ad essere affidata e infatti a tal proposito l’art. 337 sexies stabilisce che: “Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli.

Da tenere a mente che quando avviene una separazione o un divorzio e il figlio viene affidato ad uno dei due genitori, è importante che questi ultimi conoscano i rispettivi indirizzi di residenza: se uno dei due infatti lo cambia, entro 30 giorni deve comunicarlo all’altro perché il mancato rispetto della norma in questo senso può portare al risarcimento del danno eventualmente verificatosi.

affidamento dei figli

 

Vediamo ora quali sono state le novità legislative in tema di filiazione; come si diceva in precedenza sono state introdotte con il D.lgs 154/2013 grandi novità volte soprattutto ad eliminare la discriminazione tra i figli nati dentro o fuori dal matrimonio a garanzia dell’indispensabile uguaglianza giuridica.

Questa modifica è molto importante perché fino a qualche tempo fa questo concetto di uguaglianza non esisteva; si pensi infatti che veniva usato il termine “illegittimo” per indicare il figlio nato fuori dal matrimonio. Questo intervento ha introdotto il principio dell’unicità dello stato di figlio e l’eliminazione nelle norme delle definizioni “illegittimo”, “naturale” ecc. e ha stabilito il principio secondo cui la filiazione fuori dal matrimonio produce gli stessi effetti successori nei confronti di tutti i parenti e quindi non solo dei genitori.

Il termine “potestà genitoriale” è stato sostituito con “responsabilità genitoriale” e inoltre nel recepire le decisioni della corte Costituzionale e della Suprema Corte di Cassazione sono state introdotte altre modifiche come la limitazione a 5 anni dalla nascita quale termine per proporre l’azione di disconoscimento della paternità, e la disciplina dell’ascolto dei minori all’interno del procedimenti che li riguardano. È stato inoltre portato a 10 anni il termine della prescrizione per accertare l’eredità dei figli nati fuori dal matrimonio e, come si accennava prima, il diritto degli ascendenti di mantenere dei rapporti significativi con i propri nipoti minorenni.

Anche se si tratta solo di cenni, speriamo di aver aiutato a comprendere, almeno un po’, questo delicatissimo argomento con il quale si conclude la trattazione della complessa materia giuridica inerente la separazione e il divorzio e come sempre ringraziamo l’Avv.Piera Angius per la preziosa assistenza e consulenza.

Alberto Krebel H.

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