Amy Winehouse: Quando Vivere Uccide

Esistono persone emotive e particolarmente fragili, dotate di uno straordinario talento per cui vivere è difficile, talmente difficile che nulla può fermarle dall’andare incontro al loro destino.
Amy Winehouse è una di queste persone, una delle voci femminili più sorprendenti del nuovo millennio. Le sono bastati due album per entrare nella storia della musica.
Paragonata spesso a Kurt Cobain per il suo animo fragile, la sua storia d’amore fortissima e tormentata, l’insicurezza, la depressione e perché come lui ha “bruciato in fretta”, ma soprattutto perché è entrata a far parte del famigerato club dei 27, anzi del più ristretto gruppo dei j 27, gli artisti con la j nel nome e una maledizione sulla loro testa: morire a 27 anni. Come Janis Joplin, Jimi Hendrix, Robert Johnson, Brian Johns anche lei Amy Jade Winehouse non è sfuggita all’appuntamento con la morte.
Amy Winehouse nasce a Enfield nel Middlesex il 14 settembre del 1983, famiglia ebraica, papà tassista, mamma farmacista, entrambi amanti della musica. La mamma le fa ascoltare Carole King e James Taylor, il papà è un amante del jazz e la nonna le infonde la passione per Frank Sinatra. Non sorprende dunque, che la canzone preferita di Amy è So Far Away di Carole King e non è un caso se il suo primo album s’intitola Frank.
Amy dimostra già da adolescente di avere un grande talento. A 12 anni viene ammessa alla Sylvia Young Theatre School, prestigiosa scuola con regole molto severe alle quali la giovane ragazza si ribella subito, riuscendo a farsi espellere per essersi fatta un piercing al naso. Dopo aver cambiato scuola inizia a dedicarsi completamente alla musica.
A tredici anni le viene regalata la prima chitarra, a 16 anni entra nella National Youth Jazz Orchestra dove fa la sua prima esperienza come professionista e nel 2002 arriva il primo contratto discografico con la Island/Universal.
Frank, il suo album di debutto, esce nel 2003.
Il titolo è un omaggio a Frank Sinatra, una delle sue principali ispirazioni, ma è anche un modo per sottolineare la franchezza dei suoi testi, diretti, immediati. L’album vende 1 milione e mezzo di copie e si aggiudica due dischi di platino.
Amy non sembra riuscire a gestire il successo, è emotiva, insicura, abusa di alcool e ha disturbi alimentari. Tra la pubblicazione del primo e del secondo album Amy arriva a perdere fino a quattro taglie e dichiara alla stampa inglese di avere problemi di anoressia e bulimia, “Non sono del tutto a posto ma credo che nessuna donna lo sia”- dice.
Back To Black, l’album della consacrazione, arriva nel 2006. La Winehouse lavora al disco con il suo storico produttore Salaam Remi e con Mark Ronson. Proprio da una chiacchierata con Ronson, durante una passeggiata, nasce il suo più grande successo Rehab.
In Back To Black c’è tutto il periodo difficile vissuto dalla Winehouse, il suo folle amore per Blake Civil Fielder che condurrà Amy nel mondo della droga, un amore malato ma fortissimo.
Il disco arriva in vetta alla classifica degli album più venduti in Inghilterra, si piazza alla posizione numero 7 nella Billboard 200 negli Stati Uniti. Oggi è il secondo disco più comprato in Uk con oltre 20 milioni di copie vendute.
Amy è sempre più persa nella spirale dell’alcool e della droga.
Sono sempre di più le esibizioni in cui si presenta ubriaca e incapace di cantare. A Belgrado nel 2011, al concerto di apertura del suo tour europeo, non si regge in piedi, sbaglia le parole delle canzoni, dimentica i nomi dei componenti della band. In seguito a quell’episodio viene cancellato il resto del tour.
Nonostante le preoccupazioni di familiari, amici, colleghi, Amy è sola e l’appuntamento con la morte non tarda ad arrivare.
E’ il pomeriggio del 30 luglio del 2011 quando la sua guardia del corpo ne accerta la morte. Aveva trascorso la sera precedente a bere vodka, ne aveva bevute tre bottiglie, e a guardare le sue esibizioni su youtube.
Il ragazzo non poteva sapere che Amy aveva giocato la sua partita con la signora con la falce e ne era uscita sconfitta, d’altronde i 27 anni erano stati compiuti da tempo e ad aspettarla c’era un posto nel club “j27”.

Anna Patti

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.