Angelo Olivieri e il “Collettivo artisti della Tuscia”

Fra i dieci trombettisti più talentuosi della rivista JAZZIT c’è lui: Angelo Olivieri. Musicista di tromba, flicorno e pocket trumpet, compone ed arrangia in diversi progetti da solista e in gruppi sperimentali (tutti i dettagli nel sito www.angeloolivieri.it o nella pagina di “ZY project”: www.facebook.com/angelo.olivieri/; www.facebook.com/zyproject/).
Da quattro anni è un punto di riferimento nella Tuscia, dove vive, suona ed è la mente pensante di un Collettivo di musicisti jazz, di cui non vuole considerarsi “il capo”. Nato nel 1968 in Toscana, si sente più a suo agio nella definizione di “anarchico”, essendo cresciuto in un paese che ospitò la più grande comune hippy del Centro Italia, i cui frequentatori trovarono ospitalità nell’officina del padre.
La condivisione è passata nel Dna, e si è tradotta in Musica: «Ecco perché il Collettivo. Abbiamo cominciato a incontrarci un anno fa e ad oggi abbiamo fatto già delle cose, senza l’intervento delle amministrazioni che coinvolgeremo più avanti. Come CAT (Collettivo Artisti della Tuscia) abbiamo partecipato il 4 Settembre alla giornata “il Jazz Italiano per Amatrice”, organizzando al MAT una serata di musica in cui ci siamo alternati sul palco in diverse formazioni anche inedite. All’interno del collettivo si è anche sviluppato un mio progetto con la collaborazione del trombonista-arrangiatore Mario Corvini che porteremo in scena al Teatro Vascello a Roma, nell’ambito della rassegna “COSE”. Si tratta di un tributo a Lester Bowie. Il progetto si chiama “The Great Pretender”, il concerto sarà lunedì 3 Aprile e speriamo che tanta Tuscia ci segua a Roma».
Il pubblico non manca, se consideriamo che il suo nome figura anche nel Dizionario del jazz italiano di Flavio Caprera (Feltrinelli 2014) alla lettera “O”. Qui viene descritto come uno sperimentatore curioso, che iniziò come trombettista a dieci anni nella banda del paese e, passando per una laurea in Ingegneria meccanica, trovò casa nella musica sperimentale. All’insegna della stessa ricerca, sono tantissime le collaborazioni del jazzista, tra cui quella con Maria Pia de Vito, cantante jazz che prende spunto dalla Natura portando i suoni fino all’estremo. La stessa indipendenza caratteriale lo ha guidato tra i “modelli” musicali, dove figurano i giganti Armstrong o Davis, ma soprattutto le voci fuori dal coro. «A me piace concentrarmi anche sui cosiddetti outsider, forse perché mi sento, felicemente, outsider. Ti faccio un po’ di nomi: King Oliver, Rex Stewart, Cootie Williams, Kenny Dorham, Don Cherry, Chet Baker, Lee Morgan, Tom Harrel, Enrico Rava… Lester Bowie».
Olivieri ne ha fatta di strada, dicevamo, visto che insegna, dirige dal 2003 la “Med Free Orkestra”, pubblica diverse registrazioni con l’etichetta “Terre Sommerse” e si è esibito in numerosi festival italiani ed europei (Roccella, Friuli, Roma, Lisbona, Oslo, Madrid). A seguito di queste esperienze, riconosce che nella Tuscia ha incontrato «musicisti e realtà interessanti. Ciononostante, i direttori artistici delle maggiori rassegne preferiscono, con poche eccezioni, affidarsi – quando va bene – a nomi di richiamo che però non lasciano grandi segni sul territorio. Io ho la fortuna di suonare molto in Italia e all’estero e di potermi quindi permettere di lavorare anche poco sul territorio, ma non è per tutti così. Con i gestori dei locali ho un rapporto molto buono dovuto al fatto che li vedo desiderosi di fare e per me questo è un fatto importante.
A proposito, il 26 febbraio sarò ospite del “MagnaMagna” con il quartetto “Dream State” al suo primo tour con Antonio Jasevoli, Lorenzo Feliciati e Bruce Ditmas, un batterista che tra le altre cose, ha inciso con Jaco Pastorius, Pat Metheny e Paul Bley uno dei dischi più importanti del jazz contemporaneo. Il pomeriggio ci saranno tre master class di Antonio, Lorenzo e Bruce alla “Backstage Accademy” di Viterbo con cui collaboro da circa un anno. Inoltre a Vitorchiano stiamo organizzando con il Comune, in collaborazione con l’associazione culturale Ianus, un festival di cui sono Direttore Artistico e che si chiama Jazz Trumpet Fest. Ne è andata in scena un’anteprima l’8 Dicembre 2016 si svolgerà in uno dei week end di Luglio.»

Lavinia Marnetto
https://www.youtube.com/watch?v=NZgwIrNINQs

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