Angius incanta il Mancinelli con: “un ballo in maschera”.

È andato in scena ieri sera al teatro Mancinelli di Orvieto l’opera lirica “un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Somma. La storia è quella di Riccardo conte di Warwick innamorato ricambiato dalla moglie del suo migliore amico Renato. Quest’ultimo scoperta la cosa è deciso a vendicare la presunta infedeltà della moglie e si accorda con Samuel e Tom, cospiratori nemici di Riccardo. Questi verrà ferito a morte dall’amico durante un ballo in maschera ma ne ordinerà il rilascio immediato e perdonerà assassino e i congiurati prima di esalare l’ultimo respiro e dopo aver rivelato che mai la moglie aveva tradito il marito.

L’opera è stata messa in scena dal Teatro lirico sperimentale di Spoleto “Adriano Belli’ e diretta dal maestro Marco Angius per la regia di Stefano Monti.

Il teatro lirico sperimentale Belli, nasce nel 1947 al fine di avviare alla professione della lirica con un corso di perfezionamento di due anni giovani diplomati in canto ma che non hanno ancora debuttato. Durante l’ultima parte del perfezionamento gli allievi studiano le parti scelte dal direttore artistico per il loro debutto che avviene solitamente a Spoleto in settembre. D’altra parte è, possiamo dire quasi strano, vedere il maestro Marco Angius cimentarsi in partiture come queste vista la sua vasta esperienza nel repertorio contemporaneo. L’arcano lo svela lui stesso sostenendo che Verdi è un autore che si può considerare estremamente attuale sia per la ricchezza della drammaturgia che per le invenzioni musicali. Come il maestro afferma allo Sperimentale si lavora bene e con libertà con una partecipazione particolare degli artisti e tutto questo porta a risultati innovativi anche in titoli che parrebbero saldamente legati alla tradizione.

Ecco che allora la magia si compie un sabato sera al Mancinelli di Orvieto; teatro non pienissimo ma applausi a scena aperta spesso e volentieri durante tutta la rappresentazione, comportamento che non lascia dubbi: il pubblico gradisce. E allora ben vengano rappresentazioni come queste che portano freschezza e novità, che premiano giovani talentuosi e avvicinano il pubblico alla lirica che, credetemi, lo dico solo da mero ascoltatore, è qualcosa di spettacolare da provare almeno una volta. Potreste restarne abbagliati e innamorarvene.

(Alberto Krebel H.)

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