Aretha Franklin, Quando La Musica Viene Dall’Anima

La vita e la Carriera della Regina del Soul

1967 Muscles Shoals Studios Alabama. Lì dove le canzoni “sembravano uscire dal fango del fiume Tennesse” come ha detto Bono Vox, lì dove bianchi e neri lavoravano fianco a fianco per produrre quel magico suono, inizia il mito di Aretha Franklin.
Aretha Franklin nasce a Memphis il 25 marzo del 1942, figlia del noto reverendo Franklin, uno dei predicatori più apprezzati del periodo. Aretha ha iniziato a cantare e suonare il pianoforte durante le celebrazioni del padre. Incantava i fedeli con interpretazioni cariche di passione e umanità, si era formata ascoltando le voci delle grandi cantanti gospel del momento ed era dotata di una grande tecnica vocale. Alla giovane Franklin non mancava di certo il talento ma i primi anni di carriera furono piuttosto bui. Aretha si trovava fuori dal grande giro e sperava di incontrare qualcuno che finalmente mettesse in risalto le sue potenzialità. Incredibile credere, perfino per lei, che il suo uomo fortunato potesse essere Jerry Wexler, produttore dell’Atlantic Records. Seguendo lui, Aretha si ritrovò in Alabama in cerca di quel famigerato suono nero, che piaceva tanto, per scoprire con estrema meraviglia che quel suono era fatto da musicisti bianchi.
I Never Loved A Man è il primo pezzo registrato da Aretha ai Muscles Shoals Studios. Finalmente esplode tutta la carica della cantante e quel graffio, quel dolore profondo che le viene dall’anima che caratterizzerà tutta la sua musica. Il brano influenzerà l’ R&B e farà meritare alla Franklin il titolo di Regina del Soul. Nel 1967 Aretha consegue notorietà internazionale e diviene motivo d’orgoglio per le minoranze di colore americane pubblicando Respect, cover di Otis Redding, che diviene un inno dei movimenti femministi e per i diritti civili.
Il successo della sua cover è incredibile, persino maggiore dell’originale. Anche Redding ne fu impressionato e nell’estate del ’67 al Monterey Pop Festival introduce il brano con queste parole “la canzone che mi è stata rubata da una ragazza”. Quella ragazza è ormai una star capace di conquistarsi un Grammy Award come miglior performance R&B. Questo è solo l’inizio perché dal 68 al 75 la Franklin riceve un Grammy all’anno, nella categoria R&B, tanto che volgarmente il premio cominciò a definirsi “The Aretha Award”.
La popolarità della Franklin aumenta e il Time le regala una copertina: si tratta della prima artista donna ad avere questo onore e se si considera che è anche nera se ne comprende l’enorme importanza. Aretha fa suo You Make Me Feel Like A Natural Woman, brano scritto dalla giovane e promettente Carole King, sarà uno dei più grandi successi della carriera della Franklin. Nel 1968 esce Aretha Now, questo album diverrà uno dei più venduti nella storia della musica, oltre 25 milioni di copie negli anni settanta per arrivare a ben 40 milioni di copie complessive vendute nel 2015. Il disco contiene una delle più celebri hit di Aretha: Think. Gli anni ’70 tornano ad essere un periodo cupo per la Franklin. Una certa inquietudine accompagna questa fase personale e artistica della cantante come risulta evidente nell’album Spirit In The Dark. I fan affezionati all’energia che Lady Soul aveva emanato fino ad allora non riescono ad accettare questo nuovo lato più tenue e malinconico e le vendite cominciano a calare. La Franklin si riavvicina al gospel degli esordi e pubblica Amazing Grace, il disco gospel più venduto nella storia avendo superato i 2 milioni di copie vendute.
Ma dopo il buio ritorna la luce e Aretha grazie alla partecipazione al film The Blues Brothers e a una energica e indimenticabile interpretazione di Think brilla di nuovo come una luminosissima stella.
Gli anni ’80 sono una vera e propria rinascita per la Regina del Soul che grazie a un duetto con George Benson in Love All The Hurt Away torna in top ten. A questo punto ad Aretha per tornare in vetta alla classifica servono solo un singolo dance di grande successo, Freeway of Love, e un duetto con Gorge Michael, I Knew You Were Waiting For Me. La Franklin continuerà a splendere anche negli anni ’90. Impressa nella memoria di tutti gli spettatori la sua interpretazione di Nessun Dorma ai Grammy nel ’98. Quella performance è considerata una delle più emozionanti esibizioni di sempre ai Grammy. Le è stato chiesto, di recente, cosa pensa dell’appellativo di Lady Soul a lei conferito: “è un complimento inimmaginabile. Non posso definirmi da sola una leggenda, ma se lo fanno gli altri la cosa mi onora, è ovvio. Ciò che conta è che la gente sia contenta di quello che faccio. Solo allora sono contenta anche io”.
Dopo aver venduto milioni di dischi, aver conseguito 23 Grammy Award, aver avuto l’onore di essere stata la prima donna a entrare nella Rock and Roll Hall Of Fame nel 1987, essere stata inserita nella classifica stilata dal magazine Rolling Stone, al nono posto tra i 100 artisti più grandi nella storia della musica, anche in questo caso piazzamento più alto conferito a una donna, Aretha ha ancora i piedi per terra: “Mio padre era un predicatore e mi ha insegnato, moltissimo tempo fa, come comportarmi. Mi disse di non lasciarmi travolgere dai dischi di platino, dal successo o dal denaro. Di rispondere sempre con calore umano e gratitudine. E di non permettere mai che il successo mi travolgesse pensando di essere migliore degli altri”. Una donna semplice ma straordinaria che a 75 anni può permettersi di dire: “Sono soddisfatta delle cose che ho realizzato e del punto in cui la mia carriera è arrivata, per questo la mia unica aspirazione è sedermi e non fare nulla”.
Ha rivelato all’inizio del 2017 ad una radio di Detroit che ha deciso di ritirarsi, registrerà un altro album ma non farà più concerti. La sua intenzione è di godersi la sua famiglia anche se non volterà mai le spalle alla musica.

Anna Patti.

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