Buongiorno Tuscia nel cuore del Lazio

Buongiorno Tuscia torna dopo una settimana di pausa, riempita da Strafact, piccola rubrica periodica dedicata a un giorno significativo del mese corrente.

Tornati alla base ci dedichiamo all’ennesimo viaggio nel cuore del Lazio, tra la Capitale e la provincia, con i suoi ritmi differenti, feste tematiche, sagre enogastronomiche e tanta storia da riscoprire.

Il viaggio di questa settimana parte dal cuore di Roma, tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo, reticolo urbano che fa da cornice alla mostra dedicata a Giorgione, tra i più indecifrabili artisti del 500.

“Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma”, è un’esposizione che ruota attorno a un unico capolavoro dell’artista di Castelfranco Veneto “I due amici”, opera legata al clima edonistico e di massima espressione culturale che si respirava nella Serenissima, poco prima del suo declino politico.

Altro evento imperdibile della settimana è Ludica 1243 che dal 5 al 9 luglio avrà luogo a Viterbo animando le strade con tradizioni medievali, costumi tipici, spettacoli teatrali allestiti per grandi e piccoli, nell’atmosfera unica delle notti di mezza estate nel territorio della Tuscia.

Sempre restando in tema di tradizioni, a Roma il quartiere Tiburtino ospita una serata dedicata alle sfumature più variegate del supplì, sfizioso fritto romanesco declinato in tutte le sue varianti, cacio e pepe, provola e ‘nduja, riso patate e cozze.

Ma quanto davvero sappiamo delle tradizioni culinarie capitoline, che apprezziamo tanto col palato? Doveroso un flashback ai tempi dell’arte culinaria povera, quando i pastori inconsapevolmente inventarono la mitica e storica cacio e pepe.

I braccianti all’epoca si nutrivano di pasta secca, ricca di carboidrati, e guanciale, che aveva le proteine necessarie per aiutarli a sopportare la dura giornata lavorativa nei campi, e l’immancabile pecorino, tanto facile da conservare.

Portavano con sè il pasto frugale e lo consumavano nelle poche pause, non passò molto che la cacio e pepe si confermasse come un piatto irrinunciabile nelle osterie romane.

Altro viaggio nella storia ad Allumiere, che ospita la sagra del cinghiale dal 7 al 9 luglio, quale occasione migliore dunque di una mangiata sostanziosa per smaltire gli assaggi tipici locali ne Faggeto vicino la cittadina? Un luogo paradisiaco con un microclima tale, da permettere ai faggi di crescere rigogliosi.

Si conclude la puntata con la solita sagra della settimana, e questa volta l’appuntamento è dal 7 al 9 luglio a Vasanello, con la sagra degli gnocchi con la rattacacio. Di cosa si tratta?

Gli gnocchi “co’ la ratta cacio” sono uno dei piatti principi della cucina vasanellese e sono gnocchi lavorati con la grattugia del formaggio, che genera delle scanalature nella pasta dentro la quale cadono copiosi i gustosi sughi della tradizione.
Sara Catalini

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