Alice e il suo paese delle meraviglie una fonte d’ispirazione eterna

Quando qualcuno parla di mondi pieni di stranezze e cose meravigliose, il primo pensiero va a Lewis Carroll e la sua Alice, piccola protagonista di due celebri libri.

Tutti conosciamo la storia, seppur modificata da mille rifacimenti.

La giovane Alice, annoiata da una mattina di letture su libri ‘privi di figure’, si accorge di un coniglio bianco, col panciotto, che guardando il suo cipollone da taschino corre gridando “È tardi, è tardi“. La piccola ragazza s’incuriosisce da tale spettacolo e decide di seguirlo. Si ritrova così in un mondo diverso, dove le tartarughe raccontano aneddoti e cantano quadriglie; bruchi saggi fumano narghilè; bambini orrendi che diventano suini; carte parlanti che giocano a croquet e fanno processi per delle frittelle rubate e mille altre cose. Filastrocche, ballate e racconti, uniti a molti altri strani personaggi e avvenimenti, convinceranno Alice a crescere un po’ di più.

Una storia particolare che però ha ispirato milioni di altri artisti, poiché fonte e calderone di tanti spunti fantastici, ideali per creare qualcosa.

Pensiamo al mondo della musica, dove cantanti come i Jefferson Airplane, Marilyn Manson, Taylor Swift o Avril Lavigne hanno cantato della piccola fanciulla, delle sue avventure o di qualche personaggio a lei ispirato.

Quelli che più hanno preso spunto dai libri di Carroll sono sicuramente il cinema e la televisione.

Prendiamo la ‘settima arte’. Il mondo della piccola Alice, così fantastico e surreale, è spesso stata una scusa per unire tecnica cinematografica alla tecnologia visiva. Quale mondo migliore di un ‘Paese delle Meraviglie’ per potersi sbizzarrire con gli effetti speciali! Ai tempi dell’assenza di suono, svariate pellicole hanno visto la giovane protagonista. Altre volte hanno visto grandi attori prenderne parte. Prendiamo la pellicola del 1933, dove attori del calibro di Cary Grant, Gary Cooper, Edward Everett Horton, Louise Fazenda e Mae Marsh hanno interpretato alcuni personaggi, anche se irriconoscibili sotto le maschere. Film che ha basato molti dei visi e delle rappresentazioni dei personaggi dalle figure di John Tenniel, illustratore dei due libri di Carroll.

Alice nel paese delle Meraviglie
Da sinistra: William Austin (Grifone), Charlotte Henry (Alice) e Cary Grant (Tartaruga)

Altra pellicola da citare è quella del ’72, con attori quali Flora Robson nel ruolo della Regina di Cuori; e Peter Sellers in quello del Leprotto Bisestile. Il film però è diverso dagli altri, perché unisce alcune caratteristiche di un libro e di un altro.

Il primo che, però, fonde i due libri è il cartone della Walt Disney del 1951.

Nella sceneggiatura originale, il creatore di Topolino unì alcune cose. Si pensi alla Regina di Cuori. La sua frase tipica del taglio della testa è del primo libro; ma la voglia di reverenza e il celebre monologo sulla postura, il modo di aprire la bocca e il motto ‘Sì, Maestade’ sono dette in Attraverso lo specchio dalla Regina Rossa. Anche i due giullari PincoPanco e PancoPinco li troviamo alla fine del secondo libro, ma la filastrocca che loro recitano al fine sul ‘Fanciullo e il vecchietto’, mentre Alice nel cartone ne approfitta per scappare, è detta dalla giovane al Brucaliffo a loro incontro.

Alcuni personaggi importanti sono omessi, mentre in altri film erano presenti, come il Cavaliere Bianco, la Duchessa Brutta e la sua cuoca. Come in Fantasia, i disegnatori avevano libertà di espressione: si vede infatti quanto tutto sia inserito in una chiave dolce, ma in una cornice dal colore e gusto fortemente contemporaneo.

                        

                                                             Impossibile non vedere nell’ambientazioni disneyane di Alice un’ispirazione dadaista

Molti ricordano anche le pellicole di Tim Burton, dove l’influenza di Attraverso lo specchio è maggiore. Pensiamo a personaggi come la Regina Bianca e il cattivo Ciciarampa. Il film però che più si adegua al mondo dell’originale ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’ è un film della tv del 1999.

La pellicola, diretta da Nick Willing, ha visto un cast stellare. Vogliamo elencarli? Peter Ustinov nel ruolo del Tricheco, Miranda Richardson in quello della Regina di Cuori, Cristopher Plummer nel Cavaliere Bianco, Gene Wilder nella Tartaruga, Whoopi Goldberg dava voce e volto allo Stregatto, Elisabeth Springs nella Duchessa Brutta, Ben Kingsley nel Brucaliffo, Peter Postlethwaite nel ruolo del Carpentiere, con la giovane Tina Majorino nel ruolo della protagonista.

La magia di questa pellicola è nel soffemarsi non solo negli effetti scenici del mondo fantastico, ma anche nel messaggio stesso del libro.

Anche qui per motivi di trama la sceneggiatura ha cambiato qualcosa del libro. Alice non fugge dalla lettura della sorella, ma scappa da un evento dove dovrebbe cantare una canzoncina che ritiene sciocca. Anche qui vediamo i due giullari; e ‘il corvo’ che mette paura con la sua nube ricorda un po’ l’atmosfera che precede il Ciciarampa.

Alice, quindi, è il simbolo della fuga per eccellenza, di un mondo che tutti sogniamo e a cui poi impariamo a disincantarci, poiché niente dà più delusione di una perfezione carica di difetti.

 

Francesco Fario

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