Ferruccio Amendola, una delle voci più celebri del cinema italiano

Molti attori stranieri, affermano alcuni, devono la loro gloria nel nostro paese alle loro storiche voci che le hanno doppiate: se ciò è vero, molte star di Hollywood sono debitrici con uno dei più attivi e famosi doppiatori italiani del dopoguerra, Ferruccio Amendola.

Nato a Torino il 22 luglio 1930, Ferruccio respira da subito aria di palcoscenico e cinema. Lo zio Mario era regista nel grande schermo, la nonna era insegnante di dizione, poiché, insieme al marito, avevano lunghe esperienze sul palco.  Quando la famiglia si trasferisce a Roma, inizia anche per lui il tempo di mettersi in gioco.

Studia da attore e reciterà tanto in film quanto a teatro, accanto a grandi interpreti e registi. Mario Monicelli, Walter Chiari, Carlo Delle Piane, Totò sono solo un piccolo esempio.  La sua vera vocazione però risulta essere il doppiaggio.

Già a cinque anni doppia un personaggio importante, in un film che farà la storia del cinema. Sarà la voce di Vito Annichiarico, il figlio di Pina (Anna Magnani), in Roma Città Aperta di Roberto Rossellini.

Sarà quest’attività che porterà Ferruccio Amendola alla ribalta.

Sua la voce di migliaia di Stelle Hollywoodiane, in pellicole che non hanno mai smesso di accompagnare serate, tesi e discussioni di molte generazioni. Si pensi a Dustin Hoffman, doppiato (solo per citarne alcuni) nell’ ‘oscaroso’ Kramer contro Kramer, nella parte di Uncino in Hook, nel problematico Raymond in Rain Man. Altro esempio è Al Pacino, doppiato in Scarface o in Paura d’amare; oppure Sylvester Stallone, accompagnato in tutta la serie di Rambo. Poi Tomas Millian, Peter Falk, Walther Matthau, Christopher Lloyd, Bill Cosby e molti altri.

L’attore che però ha più volte avuto la sua voce è stato Robert De Niro: in ben 36 pellicole, si può ‘sentire’ l’attore newyorkese parlare e avere dialoghi con la voce di Ferruccio Amendola.

Si sposa, per poi divorziare, la doppiatrice Rita Savagnone, che gli darà due figli, tra i quali Claudio.

La coppia, a volte, si troverà a dividere anche il leggìo. Si pensi a New York, New York, dove Ferruccio doppia De Niro e Rita Liza Minnelli. Altro esempio è Il segreto di Agatha Christie, dove prestano la voce a Hoffman e Vanessa Redgrave. Oppure anche nei primi due capitoli de Il Padrino, dove lui doppia Al Pacino e lei sua sorella Talia Shire.

Si spegnerà a Roma il 3 settembre 2001, a causa di un tumore alla gola che da tempo lo affliggeva: come molte ‘star’ italiane è sepolto al Cimitero del Verano di Roma.

Diceva del doppiaggio:

“Il buon doppiatore deve rinunciare all’idea d’interpretare il ruolo che gli viene affidato, perché è già stato recitato da un altro. Il suo compito è, invece, quello di andare il più vicino possibile all’interpretazione dell’attore cui dà la voce… Obiettivo del doppiatore è capire quello che l’attore ha voluto dire, in qualunque lingua l’abbia fatto. Bisogna porsi al suo servizio.”

Francesco Fario

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