Jack Lemmon, il drammatico attore di quel mondo chiamato Hollywood

Jack Lemmon è stato uno degli attori più noti e attivi della seconda metà del ‘900.

Alcuni vengono ricordati per la loro bellezza, altri per le loro capacità recitative: Lemmon era tra questi ultimi. Iniziò a recitare già dall’università e da allora, si dice, capì che quello era il suo mondo.  La sua vita lo portò in più di 50 set cinematografici, diretto da grandi registi come John Ford, Costa-Gravas, David Swift, Ettore Scola, Gene Saks, George Cukor, John Avildsen; anche se le sue collaborazioni più proficue furono con Blake Edwards e Billy Wilder.

Pellicole che hanno fatto sorridere, hanno fatto pensare, hanno contribuito alla storia del cinema. Alcuni di questi sono rimasti nell’immaginario collettivo come dei veri e propri ‘cult’. Si pensi al film A qualcuno piace caldo. Lemmon interpreta, al fianco di Tony Curtis, un duo di jezzisti che, pur di vivere, sono costretti a travestirsi da donne e subire le ‘avances’ di un vecchio miliardario il primo e innamorarsi di una collega (Marilyn Monroe) il secondo.  Il film viene ricordato per una lunga serie di sketch e il dialogo finale tra Lemmon e il miliardario Joe Brown: per capirne la magia e senza fare spoiler, basta sapere che è stata inserita al 48° posto della classifica delle migliori 100 battute del cinema statunitense.

Jack Lemmon

La grande caratterizzazione di Lemmon era…l’assenza di caratterizzazione.

Non aveva esperienze di mimica. Non riusciva a esagerare il viso come molti altri, né cambiava troppo la voce. Era semplicemente Jack Lemmon e fu proprio questa la sua grandezza. Un uomo qualunque, che non esagerava troppo sentimenti ed ironia, dandogli perciò una forza maggiore: lo spettatore si sentiva vicino ad un attore così semplice.

Questa sua capacità faceva di lui non solo una buona spalla, ma anche un ottimo protagonista. Oltre ai già citati, Lemmon recitò accanto a numerose star. Da quelli dei suoi tempi, come Henry Fonda, Doris Day, Glenn Ford e Anne Bancroft; passando per gli idoli italiani, come  Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Virna Lisi; fino alle ‘nuove leve, come Susan Sarandon, Catherine Deneuve, Ethan Hawke, Kevin Spacey, Kenneth Branagh.

Due, però, sono considerati i partner ufficiali di Jack Lemmon, una femminile e uno maschile.

La prima fu Shirley MacLaine, con cui girerà due pellicole di successo, entrambe girate da Billy Wilder, quali L’appartamento e Irma, la dolce: pellicole dove il buon rapporto tra i due attori si respira anche nel loro modo di approcciarsi l’uno all’altra. La maschile, invece, più nota come spalla, fu Walter Matthau. Con lui, Jack Lemmon girò ben 9 pellicole, compreso l’unico diretto da quest’ultimo. L’amicizia, che nei film sarà sempre burbera e caratterizzata da dispetti e gag, nella realtà era forte e profonda. Per chi non crede alle coincidenze, si pensi che Matthau se ne andò un anno prima di Lemmon.

Jack Lemmon

Un attore che ricevette anche dei riconoscimenti non indifferenti.

Uun esempio? 5 Golden Globe, di cui uno alla carriera; due Premi Bafta; un David; un Orso d’Argento; due Prix d’Interpretation a Cannes e una Coppa Volpi a Venezia. Ah dimenticavo 2 Oscar: uno da non protagonista nel ’56 per La nave matta di Mister Roberts e uno da protagonista nel ’74 per il drammatico Salvate la tigre.

Un protagonista autentico nel mondo della scena cinematografica della seconda metà del ‘900 che si spense l’8 febbraio del 2001.

Un interprete semplice, capace e, soprattutto, modesto; testimoniato una volta da una sua dichiarazione:

” Sono un pessimo argomento. Si inventano sempre qualcosa di sana pianta, così sono più interessante”

 

Francesco Fario

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