Laurence Olivier, la voce di Shakespeare del secondo ‘900

Le opere di William Shakespeare sono stati interpretati da molti attori, ma pochi hanno saputo rendergli omaggio come Laurence Olivier.

Nato nel sud-est inglese nel 1907, Olivier si mostrò da subito pronto per intraprendere la strada della recitazione.  A nove anni, recita uno dei primi testi del bardo inglese, Giulio Cesare; da adolescente in La bisbetica domata, divertendosi nel ruolo di Caterina; mentre ancora a scuola è il dispettoso Puck in Sogno di una notte di mezza estate. Nel 1924, Royal Central School of Speech and Drama, mentre nel ’26 entra nella Birmingham Repertory e vi resta per due anni: compagnia che nel ’29 lo porta anche a Broadway. Con la Birghman interpreterà testi contemporanei, dal già defunto Cechov con Zio Vanja all’ancora vivente Berrie con il suo Quality Street.

Negli anni ’30 la sua vita inzia a cambiare.

Oltre a sposarsi con Jill Esmond, ottiene la sua prima parte in una produzione cinematografica anglo-tedesca intitolata The Temporary Widow. Comincia quindi la sua doppia strada, teatrale e sul bianco lenzuolo. Rifiutato nel film con Greta Garbo La regina Cristina, per il ruolo che andò poi a John Gilbert; dopo aver lavorato con Anthony Asquith, fatto il suo primo spettacolo da attore e regista e aver iniziato la sua carriera radiofonica con la lettura de Racconto d’inverno di Shakespeare nel ’35; William Wyler, nel ’39, gli dà la parte del tenebroso Heatcliff, nell’adattamento del romanzo di Emily Bronte, Cime tempestose (film in Italia edito con un ingiustificato La voce della tempesta).

Da quel momento Olivier diventa una star internazionale.

Nel mondo del cinema,  collaborerà con registi celebri, come Hitchcock, Kubrick, Richardson e Attemborough; insieme ad attori come Maggie Smith, Micael Caine, Jean Simmons, Tony Curtis, Vanessa Redgrave, Dustin Hoffman, Antonhy Quinn.  Il suo più grande contributo alla settima arte sono le pellicole, spesso da lui dirette, con le trame shakespeariane.

Nel 1944, dopo essere tornato dalla sua esperienza bellica nella RAF e divenuto direttore artistico dell’Old Vic,  dirige e interpreta al cinema Enrico V. Il testo, con il suo celebre monologo patriottico, sembrò adatto ai momenti bellici di allora: Olivier vinse un Oscar speciale.  Nel ’48, poi, dirige e interpreta Amleto, fedele trasposizione del testo omonimo. Il film ottenne 4 Oscar di cui miligor regia e miglior attore: Olivier fu il primo nella storia del cinema a vincere questo premio per un film diretto da se stesso. Rinuncerà anche a tante parti, che spesso andarono a Burt Luncaster, come Vincitori e vinti o Il gattopardo.

Il teatro però lo rese immenso.

Diresse e interpretò più di un 100 di spettacoli; di cui 15 dei quali furono diretti e interpretati da lui stesso; e altrettanti 19 solo diretti. Sempre all’insegna di Shakespeare, tra l’ottobre del ’35 al marzo del ’36, presso il New Theatre, sarà in Romeo e Giulietta dove interpreterà sia Romeo che Mercuzio, alternandosi con John Gielgud: come nel ’57 fecero Vittorio Gassman e Salvo Randone in un Otello, dove si alternavano i ruoli di Iago e del protagonista.

La sua vita pivata fu invece molto varia.

Dopo la nascita del figlio, Olivier e la Esmond divorziarono, poiché lui aveva inziato una relazione con quella che sarebbe divenuta, probabilmente, la donna della sua vita: Vivien Leigh. I due si sposarono in California e i testimoni furono Kathrine Hepburn e Garson Kanin. Olivier e la Leigh nsieme calcarono i palchi di tutto il mondo, interpretando i testi di Shakespeare; e altre volte sono stati insieme davanti alla cinepresa, si pensi a Tre settimane di paura o Il grande ammiraglio, se non Elisabetta d’Inghilterra del ’37 dove si conobbero. Divorziarono nel ’60, anche a causa della malattia mentale di lei che andava sempre più avanzando. Nel ’57 infatti anche per questo Laurence a teatro la sostitutì con la giovane Joan Plowright, 12 anni più giovane di lei: questa diventerà la terza e ultima moglie di Olivier, che gli darà 3 figli.

Laurence Olivier

Laurence però ebbe anche molti flirt. Uno dei più noti è Sara Miles, con cui pare abbia avuto un’altalenante stori aid 20 anni; per non parlare di quelli che avrebbe voltuto: storico il motivo per cui scelse la Monroe per il film Il principe e la ballerina. I suoi flirt però non erano rivolti solo a donne. In una biografia dell’attore scritta da Donald Spoto, si narra di una storia di dieci anni con il comico americano Danny Kaye; ma altre fonti parlano anche di anche storie con Marlon Brando e lo scrittore Noel Coward.

Altro capitolo fu la televisione, che fece più che altro per soldi.

Partecipò a film televisivi, come il David Copperfield del ’69, o il biopic Wagner del’83, con protagonista Richard Burton. Nel ’76 iniziano le prime rappresentazioni di Laurence Olivier Presenta, dove il regista portò in scena diversi testi contemporanei a lui. Il primo fu un testo di Harold Pinter del ’61 intitolato The collection, accomapgnato da Alan Bates, Malcom McDowell e Helen Mirren; seguì La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams, dove interpretò Big Daddy. Ne seguirono altri, tra cui Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo nel ’78. Olivier aveva una grande stima, infatti, di quest’autore napoletano. Nel ’73, infatti, aveva già interpretato Antonio in un rifacimento su palco tradotto in inglese di Sabato, Domenica e Lunedì; e nell’80 come ultimo spettacolo diretto scelse un altro suo testo, Filumena Marturano.

Alla carriera televisivao non venne risparmiato l’amato Shakespeare: si pensi a Il mercante di Venezia, dove Olivier interpretò Shylock; o il Re Lear del’83 dove intepretetò il protagonista. Partecipò anche al Gesù di Nazareth del ’77 di Franco Zeffirelli interpretando Nicodemo: altre star fecero parte del cast, come Anne Bancroft, Peter Ustinov, Valentina Cortese, Claudia Cardinale, Rod Steiger.

La sua carriera gli darà molte altre soddisfazioni.

Nel 1947 viene nominato cavaliere e nel 1960 baronetto. Diviene nel 1962 direttore del National Theatre di Gran Bretagna, carica che manterrà fino al 1973; mentre nel 1979, viene premiato ancora dall’Academy Award con un Oscar alla carriera. Nel 1982 pubblica le proprie memorie, Confessions of an actor: an autobiography.

L’attore si spegne appunto l’11 luglio del 1989 nel Sussex, in Inghilterra, a causa di complicazioni di malattie neuromuscolari. Gli verrà concesso l’onore di essere sepolto nell’Abbazia di Westmister: è il primo attore cinematografico ad essere sepolto nell’Angolo dei poeti, insieme a Kipling, Dickens e Henry Irving.

Laurence Olivier, più di un grande personaggio, è da considerare un magistrale interprete. Lui è riuscito a riportare Shakespeare in quel mondo che chiedeva cambiamenti: lo ha reso cinema! Ce ne sono stati altri, è vero (Kenneth Branagh è il suo attuale erede); ma solo chi ha frequentato per molto tempo le pagine del bardo tanto sul palco quanto sulle pagine, per pratciamente tutta la vita, può considerarlo suo. In Olivier scorrevano nelle vene quelle parole!

Francesco Fario

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