Notre Dame de Paris, il gobbo più famoso della letteratura

Il 21 giugno 1996 nei cinema americani uscì Il gobbo di Notre Dame della Walt Disney.

Un cartone è basato sulla storia del primo romanzo di successo del francese Victor Hugo. La trama originale la lasciamo ai libri, poiché è avvincente e carica di emozioni.

Si tratta del 34° film della casa d’animazione e il secondo della cosidetta “trilogia del diverso”. Insieme a Pochaontas e Mulan, questo cartone inserisce temi molto forti in quel mondo tutto di fate e finali allegri. Ci parla d’infanticidio, con Frollo (giudice e non arcidiacono come nel libro) che tenta di uccidere Quasimodo in fasce in un gelido pozzo. Ci descrive anche temi cattolici, come il peccato carnale: pensiamo allo strofinarsi il foulard di lei sul viso mentre è davanti al camino, con l’immagine di Esmeralda che balla e lancia un bacio dalle fiamme non è una cosa da poco.

Vengono aggiunti però ingredienti dolci e molto “Disney”. Si pensi ai tre gargoyle Hugo, Victor e Laverne: il nome dei primi due non è difficile da capire, se proviamo a invertirli…

I colori conducono il pubblico in un mondo carico di simboli. Esmeralda balla in rosso lussuria davanti a Frollo, ma lui è sempre circondato dal nero della notte e della rosso delle fiamme dell’inferno; Quasimodo è verde, per la speranza che porta in cuore; Febo è giallo come il sole del suo nome e delle forza che porta nella rivoluzione.

I doppiatori furono non da poco. Gli americani erano Tom Hulce, per Quasimodo; Demi Mooore Esmeralda; Kevin Kline Febo. Anche gli italiani non furono da meno: Rodolfo Laganà doppiava il gargoyle Hugo, Liù Bosisio Lavenre, Mietta Esmeralda; Roberto Peidicini Febo, Eros Pagni Frollo e Massimo Ranieri il campanaro.

Non è stato però l’unico omaggio al romanzo di Hugo. Si pensi al cinema.

Uno dei primi esempi è Notre Dame de Paris del 1923, diretto da Wallace Worsley. Questo film è considerato una pietra miliare del cinema muto, anche se il regista prende molte libertà, compreso il finale.

Da applauso sono le scenografie, si pensi alla ricostruzione della Corte dei miracoli o i corridoi della cattedrale gotica. Protagonisti sono stati Patsy Ruth Miller nel ruolo della zingara, Nigel De Brulier Frollo e un immenso Lon Chaney-Quasimodo, qui in una delle sue interpretazioni meglio riuscite.

Notre Dame de Paris Worsley

Altro grande omaggio è del 1939, titolato Notre Dame e diretto da William Dieterle. Gli interpreti erano Charles Laughton nel ruolo di Quasimodo, Maureen O’Hara in quello di Esmeralda, Thomas Mithcell in quello di Clopin (il capo degli zingari e patrigno di Esmeralda).  E’ considerato il rifacimento più fastoso (con più 3000 comparse) e il più suggestivo, anche se con una trama completamente diversa.

Laughton fu acclamato per la sua parte, ma quello che ancora oggi si vede sono le polemiche sottili contro il Nazismo attivo in quegli anni in Europa: la violenza, la discriminazione razziale e il fanatismo.

Il teatro, in tema di omaggi, non è stato da meno.

Una delle prime da citare è sicuramente il balletto del 1844 La Esmeralda su musica dell’italiano Cesare Pugni. Il balletto è importante da ricordare soprattutto per le coreografie dirette da Jules Perrot (maestro di danza reso celebre perché dipinto nei quadri delle ballerine di Degas). Opera diversa dalla trama originale, poiché tra la zingara e il capitano delle guardie nasce un vero amore. Altro balletto è del 1965 di Roland Petit, coreografo francese, che scrisse questo balletto nel 1965, che lui stesso interpretò, nel ruolo di Quasimodo. Venne eseguito dalla Paris Opera Ballet, con i costumi firmati da Yves Saint Laurent.

Edgar Degas
Jules Perrot in uno dei quadri di Edgar Degas

Anche Maurice Jarre, 3 volte premio oscar per le colonne sonore, ha firmato un balletto con la trama di Notre Dame de Paris. Spettacolo che andò in scena postumo all’autore e che vide nel 2013 nel ruolo del campanaro gobbo l’etoile Roberto Bolle. Altro spettacolo da considerare è Quasimodo, il gobbo di Notre Dame di Gennaro Duccilli, andato in scena a giugno del 2007: unica, che si sappia, opera in prosa del romanzo di Hugo.

Il rifacimento più noto, però, è Notre Dame de Paris con le musiche di Riccardo Cocciante.

Un’opera che ha ancora molto da insegnare in questo mondo; soprattutto ad una civiltà dove i diversi sono ancora scacciati, emerginati e derisi nella pubblica piazza.

Francesco Fario

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