Alberto Sordi, un attore, doppiatore e speaker: comprendi l’importanza?

Roma e il cinema non sono collegati solo dagli studi più famosi del mondo, ma anche da alcuni artisti che hanno fatto la storia, tra questi c’era Alberto Sordi.

Nato il 15 giugno 1920, nel cuore del quartiere romano di Trastevere, è il quarto figlio di Pietro Sordi, concertista e direttore d’orchestra, e Maria Righetti, insegnante. Recita già da bambino, nella compagnia del teatrino della sua scuola elementare. Inoltre canta nel coro delle voci bianche della Cappella Sistina. Negli anni ’30 avvengono i primi cambiamenti. Inzia a frequentare la scuola superiore, che lascerà nel 36 per dedicarsi allo spettacolo. Proverà asd iscriversi all’Accademia dei filodrammatici di Milano, ma non verrà ammesso per via del forte accento romanesco. Comincia a fare da comparsa in alcuni film e spesso viene cacciato per via della sua esuberanza o voglia di far vedere quanto vale.

Nel ’36 inizia anche la carriera teatrale.

Quell’anno entra nella compagnia di rivista di Aldo Fabrizi. Continuerà altre collaborazioni nelle compagnie di Fanfulla, Nanda Primavera e Maria Donati. Nel ’43 la svolta. Entra a far parte dello spettacolo Ritorna za-bum, scritto da Marcello Marchesi e diretto da Mario Mattoli. Qui sarà sul palco con attori quali Carlo e Ave Ninchi e Isa Pola. Tra il ’45 e il ’46 inizia a collaborare con la rivista di Garinei e Giovannini in Soffia so’

Nel ’37 inzia anche la sua carriera di doppiatore che lo porta a conoscere personalità del mondo dello spettacolo.

L’occasione gli viene da un concorso indetto dalla Metro Golden Mayer per cercare qualcuno che prestasse la voce ad Oliver Hardy: concorso che vincerà. Oltre al comico, doppierà altri attori del mondo internazionale come Vincent Price, Robert Mitchum o Bruce Bennett; o altri colleghi italiani, come Franco Fabrizi in Cronaca di un amore.

Un’altra avventura che prova a iniziare, soprattutto dopo la fine della guerra, è la radio. Qui nascono i suoi personaggi e sketch più celebri (Mario Pio, il Conte Claro, il signor Dice e altri). Tutto però verrà abbandonato per la sua vera vocazione.

Federico Fellini gli concede la grande occasione in Lo sceicco bianco nel 1952. Aveva già avuto nel ’42 un ruolo da protagonista nel film di Mario Mattoli I tre aquilotti, ma Fellini…era Fellini.

Nasce il mito Sordi.

I suoi film li conoscono tutti: di tutti i film di sordi è impossibile: parliamo di un curriculum di circa 200 pellicole. Ha lavorato con molti registi quali Risi, Monicelli, Bonnard, Zampa, Petri, De Sica, Scola e Magni; a fianco di altrettanti nomi importanti quali Totò, Franca Valeri, Peppino De Filippo, De Sica appunto, Marisa Merlini, Monica Vitti, Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Carlo Verdone. Fu anche regista di ben 19 film, considerando anche le produzuoni televisive. Ottenne durante la sua carriera 7 david di donatello, esclusi quelli speciali; 4 Nastri d’argento, 5 globi d’oro e molti altri premi, anche internazionali come Festival di Venezia, di Berlino e Golden Globe.

Non si sposerà mai, ma avrà diversi flirt (veri o presunti). L’unica storia accertata fu con l’attrice Adreina Pagnani. Più grande di lui di 14 anni, la storia durò 9 anni. Personalità molto significativa e diventata uno dei fulcri di Roma, il 15 giugno 2000 il sindaco di Roma di allora Francesco Rutelli gli diede per un giorno la fascia tricolore, nominandolo sindaco onorario. Malato gravemente ai polmoni, si spense nella sua Roma il 24 febbraio 2003 all’età di 82 anni.

Da romano e amante della mia città, non sono mai stato un fervido amante di Albertone. Non nego però che è stato indiscutibilmente simbolo di quella romanità sincera e di un tempo, come Anna Magnani. Riusciva a mostrare, con il suo spirito osservatore, quegli atteggiamenti degli italiani che agli stessi non piacevano. Come disse a riguardo Pasolini: “Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po’ ci si vergogna“.

Francesco Fario

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