Celleno, il borgo fantasma

Strano destino quello di Celleno. Un fantastico antico borgo a pochi passi da Viterbo, situato lungo la Strada Teverina a circa 400 metri di altezza.

La parte antica di Celleno si trova circa a 1Km e mezzo dal centro nuovo ed è situata su una collina tufacea posta fra due torrentelli che arrivano fino al Tevere. Questo basamento è oggetto di una lenta ma costante erosione che ne mina alla base, è il caso di dirlo, la stabilità. Cittadina etrusca posta esattamente sull’asse fra l’antica Volsinii, che secondo le ipotesi più accreditate corrisponde all’antica Orvieto, e la città di Ferento, cadde sotto il dominio di Roma che la considerava strategica per la sua posizione.

Celleno

Diventata quindi romana si trasforma in importante crocevia viario subendo successivamente le scorrerie di Longobardi e Goti; nel 774 d.C. Carlo Magno respinge i Longobardi e la consegna alla giurisdizione della Chiesa. Viene più volte coinvolta nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini e visse poi in pace sotto la protezione del Cardinale Orsini e della Chiesa. La sua storia è inoltre costellata da eventi sismici: il primo di cui si ha notizia nel 1696 e poi nel 1855 ben 55 scosse costrinsero gli abitanti a spostarsi poco più in là dove attualmente sorge la parte nuova.

CellenoCelleno è un luogo di straordinaria bellezza, pieno di vicoletti e suggestivi anfratti e il silenzio che vi regna è un misto fra il malinconico e il magico. Tra case in rovina, muri pericolanti e l’assenza di umanità sembra proprio di camminare in una vera e propria città fantasma. Ogni tanto però giri un angolo e scorgi che qua e la qualcosa è stato rimesso a nuovo: una pavimentazione, un muro, un intero edificio e l’onnipresente tufo che, essendo abbondante in zona, era ed è il principale materiale da costruzione.

CellenoSicuramente il vedere che qualcuno caparbiamente continua a restaurare e a manutenere questo splendido antico borgo fa piacere ma non si può fare a meno di chiedersi come mai in una giornata come quella del ponte dell’8 dicembre qui a Celleno non si veda anima viva, mentre a Civita di Bagnoregio c’è la fila per poter ammirare la “città che muore”. Certo, Civita è più conosciuta, la sua posizione morfologica, il progetto di puntellamento che la preserva dal disfacimento, tutto contribuisce a renderla meta di turismo unitamente alla sapiente politica in tal senso attuata dalla sua amministrazione, però Celleno sta a pochi passi ed è un vero peccato che non venga visitata; ci si può trovare una pace e una magia che forse tendono a nascondersi in presenza di troppa folla. Provare per credere.

Alberto Krebel H.

foto di Piera Angius

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