Chuck Palahniuk – Benvenuti all’inferno: Dannazione. Recensione

Mi sente, Satana? Sono io, Madison. Sono appena arrivata qui, all’inferno, però non è colpa mia, se non forse perchè sono morta per un’overdose di  marijuana. Forse all’inferno ci sono finita perchè sono grassa, ma proprio grassacome una scrofa. Se si può andare all’inferno per il peccato di scarsa autostima, allora sono qui per quello. Vorrei tanto poterle dire una balla, e che sono pelle e ossa e con i capelli biondi e due tette così. Però mi creda: se sono grassa, ho le mie buone ragioni. Innanzitutto mi presento”

Chuck Palahniuk - Dannazione - Mondadori, 2011
Chuck Palahniuk Dannazione – Mondadori, 2011

Inizia così Dannazione. Il libro di Chuck Palahniuk uscito in Italia nel 2011, che narra le vicessitudini di Madison Spencer, una ragazzina di tredici anni morta per un eccesso di droga e finita all’inferno.

Madison, con la schiettezza che distingue Palahniuk e la sua penna, trasporta il lettore in un inferno che rende omaggio a Dante. È un libro che ribalta completamente l’idea di Bene e di Male. Attraverso i flashback che la protagonista racconta, scopriamo che era un’adolescente brillante e intelligente, aveva un’esistenza agiata, ma era profondamente sola e – a tratti – infelice.

Miss Spencer si farà degli amici nell’oltretomba. Ricalcando un cult del 1985, Breakfast Club, Palahniuk ritrae tra i co-protagonisti compagni di Madison, il teppista punk Archer, lo sportivo Patterson, la bella della scuola Babette e il secchione Leonard.

Dannazione non è un libro del calibro di Fight Club o Soffocare, ma offre spunti di riflessione importanti, questo bisogna dirlo. Sono pagine in cui chi legge, attraverso gli occhi di Madison, si interroga sul morire e sul vivere, sulle cose che ci appartengono e trattengono, su quanta vita si getti via in preda a timori inesistenti, amori inconsistenti. Non solo. Madison si fa apprezzare perchè ha un difetto: non riesce a perdere la speranza. Ora, immaginate cosa possa voler dire non riuscire a lasciare andare la speranza in un luogo come l’inferno. Un problama. Nel vero senso del termine.

Lavorerà in un call center e cercherà di indagare su quali siano le ragioni per cui sia precipitata negli inferi.

Si adatterà alla sua nuova vita da morta. Si divertirà insieme ai suoi amici, sarà se stessa, forse per la prima volta, scriverà a Satana nel tentativo di incontrarlo e sarà un piccolo diamante nel buio. Non è da tutti riuscire  a farsi piacere l’inferno.

Virginia Duranti

 

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