Conferenza stampa stagione 2017-2018 Teatro India

IL TEATRO È UGUALE PER TUTTI è l’imperativo che accompagna la Stagione 2017/2018 del Teatro di Roma, patrimonio di tutti, accessibile a tutti e con un linguaggio comune, che esprime unità nella varietà delle molteplici proposte che si alterneranno sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India.
Un impegno intrapreso nel 2014 dal direttore Antonio Calbi e rinnovato con l’insediamento del nuovo Cda presieduto da Emanuele Bevilacqua (in carica dall’8 marzo).
Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, dove si dipana il dialogo tra classico e contemporaneo, e il Teatro India, “fabbrica” creativa e luogo di investimento per il teatro del futuro. Su questi palcoscenici sfila una nutrita schiera di autori viventi: drammaturghi di fama internazionale come l’americano di origini pakistane Ayad Akhtar, il francese Joel Pommerat, l’argentino Claudio Tolcachir e gli inglesi Caryl Churchill, Michael Frayn, Henry Nylor; e autorevoli nomi della scena nazionale come Romeo Castellucci, Emma Dante, Stefano Massini, oltre a penne della nostra letteratura come Concita De Gregorio, Marcello Fois, Michela Murgia, Paolo Di Paolo.
Firmano le nostre produzioni: Giorgio Barberio Corsetti (Re Lear), maestro della sperimentazione, sia linguistica che espressiva, e di relazione con il pubblico; nel segno della continuità produttiva, Federico Tiezzi (Antigone), tra i primi esponenti della neoavanguardia italiana; continuiamo a puntare su Massimo Popolizio, fulgida carriera ronconiana, fra gli attori massimi della propria generazione, qui alla prova di regia (Ragazzi di vita); felice ingresso produttivo è quello di Enzo Vetrano e Stefano Randisi (Ombre folli), artisti di acuta sensibilità, da sempre alle radici della parola teatrale; a cui si uniscono la Compagnia Umberto Orsini (Copenaghen), autore/attore di un teatro che si rinnova nella tradizione, e Cesare Lievi, sensibile regista e drammaturgo esso stesso (Il giorno di un Dio).
Rinnovato e ampliato l’investimento su una variegata geografia di sensibilità creative e nuovi talenti: Fabrizio Arcuri, perlustratore della nuova drammaturgia e ibridatore di linguaggi (Ritratto di una Capitale e Ritratto di una Nazione); Roberto Scarpetti (Viva l’Italia e La rivolta delle ombre), autore teatrale che scandaglia la realtà oltre la cronaca (finalista al Premio le Maschere 2017); Luca Brinchi e Daniele Spanò (Vita nova), noti per le loro sperimentazioni multimediali; tra le nuove presenze: Jacopo Gassmann, regista e traduttore di raffinato intuito e maturità (Disgraced); Eleonora Danco, spietata voce dell’oggi ad alta tensione di corpo e parola (dEVERSIVO); Giorgina Pi di Bluemotion, regista e cofondatrice dell’Angelo Mai (Settimo Cielo); Massimo Di Michele, artista sensibile al linguaggio del corpo che antepone nella fisicità più gioiosa (Echoes).
Ampia e trasversale l’offerta di titoli all’Argentina: La Famiglia Coleman dell’argentino Claudio Tolcachir; Bestie di scena, ultimo successo di Emma Dante; Riccardo II diretto da Peter Stein; Il Nome della rosa su drammaturgia di Stefano Massini e regia di Leo Muscato; Sei personaggi in cerca d’autore diretti da Luca De Fusco; Delitto e castigo nella rilettura del moscovita Konstantin Bogomolov; Il Sindaco del Rione Sanità secondo Mario Martone; Macbettu nella versione sarda di Alessandro Serra; Democracy in America di Romeo Castellucci; Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler; La classe operaia va in paradiso, regia di Claudio Longhi; Il capitale di Karl Marx, progetto di Marco Lucchesi.
All’India la programmazione accoglie: le coreografie di Silvia Rampelli, Enzo Cosimi e Julie Ann Anzillotti; Il Teatro da Camera di Riccardo Caporossi; Heretico della compagnia Leviedelfool; Totò e Vicè di Vetrano/Randisi; Il Ritorno di Casanova di Lombardi/Tiezzi; gli spettacoli in collaborazione con l’Accademia Silvio d’Amico, tra cui Hamletmachine di Bob Wilson; Mozart con Giuseppe Cederna; La lotta al terrore di Luca Ricci; Tante facce nella memoria di Francesca Comencini; Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata; Quasi Grazia e Accabadora dirette da Veronica Cruciani; Shoah di Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa; La domanda della regina, regia di Piero Maccarinelli; Theatrum Mundi Show di Pippo Di Marca; Cenerentola nella versione di Fabrizio Arcuri; I Malvagi di Alfonso Santagata; Ivan di Letizia Russo; Walking on the moon di Fabio Morgan; Mi sa che fuori è primavera, regia di Giorgio Barberio Corsetti; La Primavera di Praga di Jitka Frantova. Un impegno intrapreso nel 2014 dal direttore Antonio Calbi e rinnovato con l’insediamento del nuovo Cda presieduto da Emanuele Bevilacqua (in carica dall’8 marzo).
Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, dove si dipana il dialogo tra classico e contemporaneo, e il Teatro India, “fabbrica” creativa e luogo di investimento per il teatro del futuro. Su questi palcoscenici sfila una nutrita schiera di autori viventi: drammaturghi di fama internazionale come l’americano di origini pakistane Ayad Akhtar, il francese Joel Pommerat, l’argentino Claudio Tolcachir e gli inglesi Caryl Churchill, Michael Frayn, Henry Nylor; e autorevoli nomi della scena nazionale come Romeo Castellucci, Emma Dante, Stefano Massini, oltre a penne della nostra letteratura come Concita De Gregorio, Marcello Fois, Michela Murgia, Paolo Di Paolo.
Firmano le nostre produzioni: Giorgio Barberio Corsetti (Re Lear), maestro della sperimentazione, sia linguistica che espressiva, e di relazione con il pubblico; nel segno della continuità produttiva, Federico Tiezzi (Antigone), tra i primi esponenti della neoavanguardia italiana; continuiamo a puntare su Massimo Popolizio, fulgida carriera ronconiana, fra gli attori massimi della propria generazione, qui alla prova di regia (Ragazzi di vita); felice ingresso produttivo è quello di Enzo Vetrano e Stefano Randisi (Ombre folli), artisti di acuta sensibilità, da sempre alle radici della parola teatrale; a cui si uniscono la Compagnia Umberto Orsini (Copenaghen), autore/attore di un teatro che si rinnova nella tradizione, e Cesare Lievi, sensibile regista e drammaturgo esso stesso (Il giorno di un Dio).
Rinnovato e ampliato l’investimento su una variegata geografia di sensibilità creative e nuovi talenti: Fabrizio Arcuri, perlustratore della nuova drammaturgia e ibridatore di linguaggi (Ritratto di una Capitale e Ritratto di una Nazione); Roberto Scarpetti (Viva l’Italia e La rivolta delle ombre), autore teatrale che scandaglia la realtà oltre la cronaca (finalista al Premio le Maschere 2017); Luca Brinchi e Daniele Spanò (Vita nova), noti per le loro sperimentazioni multimediali; tra le nuove presenze: Jacopo Gassmann, regista e traduttore di raffinato intuito e maturità (Disgraced); Eleonora Danco, spietata voce dell’oggi ad alta tensione di corpo e parola (dEVERSIVO); Giorgina Pi di Bluemotion, regista e cofondatrice dell’Angelo Mai (Settimo Cielo); Massimo Di Michele, artista sensibile al linguaggio del corpo che antepone nella fisicità più gioiosa (Echoes).
Ampia e trasversale l’offerta di titoli all’Argentina: La Famiglia Coleman dell’argentino Claudio Tolcachir; Bestie di scena, ultimo successo di Emma Dante; Riccardo II diretto da Peter Stein; Il Nome della rosa su drammaturgia di Stefano Massini e regia di Leo Muscato; Sei personaggi in cerca d’autore diretti da Luca De Fusco; Delitto e castigo nella rilettura del moscovita Konstantin Bogomolov; Il Sindaco del Rione Sanità secondo Mario Martone; Macbettu nella versione sarda di Alessandro Serra; Democracy in America di Romeo Castellucci; Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler; La classe operaia va in paradiso, regia di Claudio Longhi; Il capitale di Karl Marx, progetto di Marco Lucchesi.
All’India la programmazione accoglie: le coreografie di Silvia Rampelli, Enzo Cosimi e Julie Ann Anzillotti; Il Teatro da Camera di Riccardo Caporossi; Heretico della compagnia Leviedelfool; Totò e Vicè di Vetrano/Randisi; Il Ritorno di Casanova di Lombardi/Tiezzi; gli spettacoli in collaborazione con l’Accademia Silvio d’Amico, tra cui Hamletmachine di Bob Wilson; Mozart con Giuseppe Cederna; La lotta al terrore di Luca Ricci; Tante facce nella memoria di Francesca Comencini; Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata; Quasi Grazia e Accabadora dirette da Veronica Cruciani; Shoah di Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa; La domanda della regina, regia di Piero Maccarinelli; Theatrum Mundi Show di Pippo Di Marca; Cenerentola nella versione di Fabrizio Arcuri; I Malvagi di Alfonso Santagata; Ivan di Letizia Russo; Walking on the moon di Fabio Morgan; Mi sa che fuori è primavera, regia di Giorgio Barberio Corsetti; La Primavera di Praga di Jitka Frantova.

 

Bestie di Scena, regia Emma Dante, produzione Piccolo Teatro di Milano. Foto ©Masiar Pasquali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.