Da Vienna, la Contessa Juliette

Comincia oggi una nuova rubrica per i nostri lettori: “donne che ce l’hanno fatta”.
Si parte da una scrittrice viennese, costretta a scappare in Italia a causa di un ex alcolista e stalker. Potrebbe essere una delle tante storie di cronaca che siamo costretti a leggere sui giornali o sentire in tv, ma Contessa Juliette è molto famosa in Austria e in Germania, e ha preso parte a diversi talk shows. Il motivo è che la sua storia è legata al mondo del Fetish, ambiente ormai conosciuto dal grande pubblico grazie alle sfumature del Cinema. «Già dalla prima giovinezza sono stata incoraggiata a provare cose nuove. Devo ringraziare la mia famiglia se ho coltivato la mia curiosità, girando il mondo ed esprimendo la mia natura caratterialmente forte. La mia ricerca poi, da adulta, è approdata nella pratica del sadomasochismo».

Lei si è infatti trasformata in Contessa Juliette, diventando una “Dominatrice/Domina”, ovvero una donna che sfrutta la sua naturale attitudine a comandare, vivendo la sua sessualità sul piano psicologico in un ruolo di forza rispetto all’uomo, che si comporta da “schiavo”.

L’antenato letterario di questa pratica potrebbe addirittura risalire al 1200 con la corrente dello Stilnovismo, dove il poeta si assoggetta a una donna indifferente e nobile, la sua “domina” (padrona) e verso la quale si pone in una vera e propria “schiavitù amorosa”. Non stupisce per cui che la maggior parte delle domine si faccia chiamare “Contessa” o “Madame”. Tuttavia, come sappiamo, qui si passa dalla penna ai fatti, compresi gli accessori che infliggono dolore. «Preferisco quelli meno dolorosi. Si può comandare anche con la propria sicurezza o un tono di voce calmo, piuttosto che con le urla. Gli uomini si avvicinano a noi perché hanno bisogno di forza psicologica, più che fisica».

Il libro di Juliette, “L’angelo con la frusta”, non parla solo della sua esperienza nel mondo del bdsm (Bondage & Disciplina (B&D) Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds) Sadismo & Masochismo (S&M o SM)) ma anche di donna. Infatti, inaspettatamente uno dei suoi “schiavi”, nella finzione erotica, si è rivelato un torturatore reale, rivelandosi un pericoloso stalker per 13 anni consecutivi.
Juliette ricorda di averlo preso per pulire casa («lavorano gratis ma mica bene, perché vogliono essere puniti!») e in un inaspettato scambio di ruoli, per anni ha ricevuto centinaia di telefonate al giorno, minacce di morte, denunce, appostamenti. Dopo pochi mesi l’uomo è di nuovo in libertà ma lei, che parla cinque lingue e ha girato due volte il mondo, ha trovato salvezza proprio in un viaggio, comprando casa nel nostro Paese.

Ce l’ha fatta per più di un motivo quindi, visto che è sfuggita al torturatore, non ha rinnegato la sua passione per il sadomasochismo e ne ha fatto persino un libro, poi presentato in tv.
E non ha intenzione di fermarsi, anche se stavolta sembra una scelta masochista: cerca un’affermata casa editrice che voglia pubblicarlo in Italia.

«Negli anni in cui sono stata Dominatrice, non mi sono mai ammalata, non avevo bisogno di alcool o medicine, stavo bene. La mattina lavoravo nell’azienda di materiali elettronici di famiglia e il resto della giornata mettevo in pratica le mie fantasie sessuali. In realtà non ho fatto altro che dare voce alla mia tendenza al comando, che ho da sempre, fin da quando a scuola mi offrivo per farmi interrogare oppure nei dibattiti mi alzavo in piedi per fare domande. Sono una persona che ne ha passate tante ma non ho mai perso la mia autostima. Il mio libro non racconta solo la mia storia, ma insegna anche a come dare sfogo alle proprie fantasie evitando i pericoli».

Lavinia Marnetto

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