Dal Lazio, jazz e rock in Australia e UK

I musicisti intervistati da “Radio Tuscia Events” sono due, stavolta, e sono legati alla realtà culturale del viterbese per ragioni diverse: il primo grazie al Festival “Tuscia in Jazz”, dove ha studiato con Buster Williams, e il secondo, grazie alla collaborazione artistica con diversi musicisti del territorio (tra cui il batterista del gruppo “Il Movimento”). Suonano generi considerati opposti, jazz e rock, ma sono accomunati dalla decisione di chiudere valigie e strumenti, entrambi trentenni, per fare un’esperienza in un altro Paese.
Dario Germani, contrabbassista jazz, nasce vicino Frosinone e si diploma al Conservatorio, a seguito del quale si fa conoscere grazie ai dischi “For Life”, “Bouncing with Bud Powell” e “Fog Monk”. Ha fondato un Festival Jazz nel suo paese di origine (www.fregellaejazzfestival.com) e da alcuni mesi suona a 11 ore di distanza da noi: «Sono arrivato a Melbourne il 4 Novembre 2016. Il primo mese ho vissuto in un quartiere molto vivo musicalmente parlando (Collingwood). Ho ascoltato concerti a tutte le ore del giorno e della notte, e soprattutto non ci sono barriere stilistiche. A Melbourne ci sono circa 55 negozi di dischi. Dall’Italia avevo la percezione che qualcosa di interessante stesse succedendo da queste parti, ma per avere completa consapevolezza mi sono recato sul posto per vivere le emozioni sulla mia pelle. Ho messo con me in valigia il mio nuovo disco, registrato a Roma prima di partire insieme a Lorenzo Corsetti (un producer di musica elettronica e fondatore della White Forest Records). È un disco a cavallo tra musica elettronica e jazz e penso che Melbourne sia la città giusta per pubblicare il disco. Ora vivo con una musicista-compositrice neozelandese: insieme suoniamo nell’Austrolasian Orchestra. Nel frattempo cerco nuova ispirazione guardandomi intorno, ma anche guardandomi dentro».
Da pochi mesi è approdato in terra inglese, invece, Sergio di Giangregorio, chitarrista e cantante rock, tecnico del suono, nonché redattore della rivista musicale “Exit-Well”. Nei suoi articoli, e nella sua musica, si schiera da anni insieme ai tanti musicisti che dichiarano guerra ai talent, “macchine tritacarne” che impediscono ai cantanti di intraprendere il percorso della gavetta, per poi compattarli in prodotti commerciali.
Dopo aver suonato da leader nei gruppi “Kaverne” e “Isofonica”, con cui ha pubblicato i dischi “Fuori da qui” e “Nuove soluzioni”, ha deciso di portare la sua musica a Bristol, UK: «Andarsene da un luogo familiare, di cui conosci bene i meccanismi, nel quale hai sempre vissuto amandolo e odiandolo nella sua prevedibile stantia quotidianità – ammette – può essere complesso, ma per me è stato doveroso, nei miei confronti prima di tutto. Voglio dire che pur essendo un musicista, e come molti fra noi, un sognatore, non ho mai sperato in un miracolo, cercando al contrario di cambiare ogni giorno il mio punto di vista che aveva bisogno di una trasformazione radicale. Ho lavorato, studiato e programmato tutto e poi sono partito.
A distanza di mesi posso confermare che ciò che cambia a parte le condizioni intorno a noi, sono le consuetudini a cui avevamo abituato il nostro cervello, e il cambiamento comincia a verificarsi quando portiamo qualcosa di nuovo nel nostro vivere. Ripeto, non accadono miracoli alla gente semplice come me, ogni cosa arriva solo con la perseveranza, passando per strade lontane dalle passioni, e ricordandosi che bisogna riposarsi, ogni tanto e per bene. La Musica è un traino enorme, ma per fare in modo di potersi affermare come professionista ci vuole tempo, soprattutto in un posto dove non hai ancora i contatti utili per farti notare. Quindi si comincia con le email, poi con i social e ancora con il telefono e si raggiungono sale prova, clubs, scuole di musica, o durante un concerto a cui stai assistendo si fa in modo di conoscere persone con le quali confrontarsi, scontrarsi e fare rete, ma stavolta l’unica vera rete possibile, quella reale».

Info:
www.dariogermani.com
www.sergiodigiangregorio.com

Lavinia Marnetto

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