Il divorzio cos’è, come funziona?

 

Oggi ci occuperemo del divorzio dopo aver trattato in precedenza la separazione fra coniugi nelle sue varie espressioni e delle sue conseguenze personali e patrimoniali dal punto di vista giuridico, avvalendoci come al solito della preziosa consulenza dell’avv. Piera Angius del foro di Viterbo.

Il divorzio innanzitutto è lo strumento giuridico attraverso il quale è possibile sciogliere il matrimonio civile cioè se questo è stato celebrato in Comune. Qualora invece esso sia il cosiddetto matrimonio concordatario, celebrato cioè in Chiesa e che ha avuto gli effetti civili essendo stato trascritto nei registri del comune, il termine da usare è quello di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Quindi il primo punto fondamentale è che questo istituto giuridico può operare solamente dal punto di vista civile e non religioso; per essere chiari quindi chi è sposato in Chiesa e divorzia resterà comunque sposato dal punto di vista della dottrina cattolica.

In Italia la legge di riferimento in materia di divorzio è la 898/1970 che ha subito alcune modifiche nel corso degli anni, l’ultima delle quali con la legge 55/2015 che ha introdotto novità importanti soprattutto dal punto di vista delle tempistiche.
In base alla legge del 1970 le cause del divorzio possono essere solo quelle elencate all’art.3: esse riguardano in buona sostanza il coniuge che abbia attentato alla vita dell’altro o della prole, oppure che abbia compiuto specifici reati contrari alla morale della famiglia. In base a tali ipotesi si può chiedere direttamente il divorzio se non vi è stata una precedente separazione anche se quest’ultima, statisticamente, ne è la causa prevalente.

Per arrivare al divorzio, alla luce delle modifiche sopravvenute di recente, è necessario che vi sia stato un periodo minimo di 6 mesi da quando i coniugi si sono separati consensualmente oppure 12 mesi nel caso si sia trattato di separazione giudiziale.Il termine, in entrambi i casi, decorre dalla prima udienza che ha visto i coniugi comparire dinanzi il tribunale durante la procedura di separazione e non ha valore a tale fine il periodo durante il quale i coniugi sono rimasti separati di fatto.

Vediamo ora quali sono le modalità del procedimento di divorzio: esso può avvenire consensualmente o giudizialmente però, diversamente da quanto abbiamo visto in precedenza per la separazione, deve passare sempre attraverso il tribunale. La richiesta di divorzio va quindi proposta presso il tribunale dell’ultimo luogo di residenza dei coniugi o dove il coniuge convenuto, che cioè deve rispondere alla richiesta di chi propone la domanda, ha la residenza o il proprio domicilio. Il divorzio, lo ricordiamo, può essere congiunto, nel caso in cui i coniugi siano sostanzialmente d’accordo sui termini e sugli effetti oppure giudiziale negli altri casi.

L’atto introduttivo con il quale si propone la richiesta di divorzio è il ricorso che viene depositato da un legale e a seguito del quale il presidente del tribunale fissa una udienza di comparizione delle parti. Durante questa udienza si tenta una conciliazione delle parti, che nella maggior parte dei casi non ha successo.

Può verificarsi che, nel caso non si tratti di divorzio congiunto, i due coniugi separati siano concordi sulla pronuncia di divorzio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ma che insistano ancora delle questioni di natura patrimoniale da concordare; in questo caso il tribunale può emettere, se richiesta, una sentenza non definitiva per il divorzio e il giudizio prosegue per stabilire gli altri aspetti.

Nel procedimento di divorzio l’intervento del Pubblico Ministero è obbligatorio e si conclude con una sentenza che poi viene trascritta dall’ufficiale di stato civile presso il Comune dove è stato celebrato il matrimonio.
Questo per quanto attiene il procedimento che, come abbiamo già ricordato, può avvenire consensualmente se c’è un accordo di entrambi sugli aspetti personali e patrimoniali o altrimenti giudizialmente con il ricorso di uno dei due presso il tribunale.

Come anche per la separazione, vista la portata dell’argomento, la sua complessità e le numerose sfumature alle quali per forza abbiamo dovuto solo accennare, analizzeremo successivamente e sempre a volo d’uccello quelli che sono gli effetti personali e patrimoniali del divorzio.

Alberto Krebel H.

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