Gli effetti personali e patrimoniali della separazione legale dei coniugi

Dopo aver fornito nei precedenti due articoli (qui e qui) alcuni brevi cenni in merito all’istituto della separazione legale consensuale e alle tre diverse procedure (in tribunale, con la negoziazione assistita e in Comune) vediamo ora in sintesi e con lo scopo di dare una visione panoramica e di certo non esaustiva sull’argomento, quali siano gli effetti personali e patrimoniali della separazione legale (consensuale o giudiziale).

Per quanto attiene l’aspetto legato ai figli vedremo in un successivo articolo di parlare più approfonditamente di questo complesso e delicatissimo aspetto.

Per parlare degli effetti personali partiamo dal ricordare l’art. 143 del codice civile che viene letto durante il rito matrimoniale e prevede: “l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione ”.

Con la separazione l’obbligo di coabitare viene formalmente sospeso, e viene meno anche quello dell’assistenza morale e alla collaborazione, fatta eccezione per tutto ciò che riguarda la prole. Quanto all’obbligo di fedeltà, argomento piuttosto spinoso, giurisprudenza recente ha stabilito che il coniuge non deve necessariamente rimanere fedele all’altro e può anche iniziare una nuova relazione purché tenga un comportamento che non offenda la dignità, la sensibilità e l’onore dell’ex coniuge. Altra conseguenza della separazione è la possibilità di richiedere al Giudice il divieto per la moglie di usare il cognome del marito quando tale uso possa portare grave pregiudizio a quest’ultimo.

 

effetti personali e patrimoniali

Quali sono però, gli effetti patrimoniali della separazione fra coniugi?

Ovviamente, come abbiamo visto in precedenza questi differiranno a seconda che la separazione sia avvenuta con o senza addebito. Ricordiamo brevemente che l’addebito è la decisione del Giudice che stabilisce, eventualmente, di chi sia la responsabilità della fine del rapporto coniugale. Se questa sussiste infatti comporta delle conseguenze patrimoniali diverse rispetto ad una pronuncia che può aversi in una separazione giudiziale senza richiesta di addebito o consensuale con le modalità viste in precedenza.

Nel caso non ci sia addebito ma uno dei due coniugi sia economicamente più debole dell’altro può richiedere che quest’ultimo provveda al suo mantenimento tramite un assegno il cui importo, se non c’è accordo fra le parti, verrà deciso dal Giudice e dovrà tenere conto di vari aspetti quali le condizioni economiche del soggetto tenuto al mantenimento, le condizioni di vita matrimoniali precedenti al separazione ecc.

Altre conseguenze della separazione sono lo scioglimento della comunione legale, sempre che ovviamente i coniugi dall’inizio non avessero optato per il regime di separazione dei beni. Il coniuge superstite ha inoltre diritto alla pensione di reversibilità, al trattamento di fine rapporto e all’indennità di mancato preavviso mentre i diritti di successione restano invariati fino al divorzio.

Le cose invece cambiano se in sede di separazione giudiziale la fine del rapporto matrimoniale sia stata imputata a uno dei due.

In questo caso infatti il soggetto al quale sia stata addebitata la separazione perde il diritto al mantenimento ma mantiene quello agli alimenti qualora versi in uno stato di bisogno. Il soggetto perde inoltre i diritti successori, cioè non ha diritto all’eredità dell’ex coniuge, salvo un assegno vitalizio a carico dell’eredità se percepiva già gli alimenti. Inoltre l’addebito comporta la perdita dell’assegno di reversibilità e dà il diritto alla pensione solo se si è titolari di un assegno alimentare. Il coniuge al quale è stata addebitata la responsabilità della fine del rapporto coniugale, inoltre, ha diritto ad ottenere l’indennità di anzianità e di preavviso dal datore di lavoro del coniuge deceduto, anche in questo caso, solo se stava già percependo gli alimenti.

Infine, altra conseguenza in ipotesi di addebito della separazione, è la possibilità di avanzare domanda di risarcimento danni al coniuge responsabile in quanto è stato da questi tenuto un comportamento contrario ai doveri del matrimonio: pensiamo, ad esempio, a persone che si ammalano o che cadono in depressione a causa di quanto fatto dal coniuge.

Consci che l’argomento è molto delicato e in molti suoi risvolti complesso e di difficile comprensione, speriamo di aver fatto un po’ di luce sulla materia e di aver chiarito dubbi e perplessità. Esaurita, per così dire la parte inerente la fase della separazione ci occuperemo prossimamente della fase successiva: quella del divorzio. Restate connessi!

Alberto Krebel H.

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