Festa della mamma, ricordando le più famose nello spettacolo

Oggi è la festa della mamma, una delle più discusse e, al tempo stesso, tra le più celebrate. Non voglio parlarvi di come si diventa madri, ma di quei testi e quelle produzioni che vedono delle madri già in scena: qualcuno che già possiede la coscienza e la repsonsabilità dell’essere madre. Chi più drammatico, chi meno, ma tutte mamme.

Partiamo dal teatro. Le più celebri e con più anni sono Giocasta e Medea. La prima è la mamma di Edipo, protagonista dell’omonima tragedia Sofocle, causa del famoso complesso psicologico; la seconda, protagonista d’Euripide, resa celebre per la sua sete di giustizia, mista a vendetta. Il teatro ne ha viste altre non molto materne, da Gertrude, madre di Amleto, ad Amanda in Lo zoo di vetro di Tennessee Williams; a quelle molto materne, come Madre Curage di Brecht a Frola di Pirandello che (per quel che ci riguarda) è disposta a farsi passare per pazza pur di vedere da lontano la figlia.

Eduardo De Filippo ci descrive varie madri. Da quelle egoiste come Amalia in Napoli Milionaria; a quelle ossessive come Luisa Conforto in La Paura N.1, che mura vivo il figlio; fino ad arrivare a Filumena Marturano che dedica una vita di sopportazioni pur di far vivere i suoi tre figli nel migliori dei modi.

Nel mondo del cinema, le mamme si sprecano.

Ci sono Kathrine Hepburn e Beah Richards in Indovina chi viene a cena?: ue madri dalla pelle diversa che, vedendo i loro figli felici più che mai, si sentono pronte a mettere in discussione anche il loro ruolo di mogli. Ci sono mamme dalle situazioni spaventose, come in Rosemary’s Baby o The Others. C’è Angelina Jolie in Changeling che si distrugge nella ricerca di suo figlio, sapendo che il suo istinto di madre non sbaglia. Esistono mamme che non escono da se stesse. Alcune involontariamente come in Goodbye Lenin; altre perché esistono semplicemente loro e basta, come Faye Dunaway nei panni di una perfida Joan Croawford in Mammina Cara.

Esistono madri che costringono la progenie nel comico assillo (come Diane Keaton in Perché te lo dice mamma); o che si sacrificano al punto da inventarsi una vita, come Bette Davis in Angeli con la pistola. Alcune mamme c’hanno insegnato la leggerezza. Chi non ha amato la signora Gump, madre del celebre Forrest? Lei e la sua saggezza, chiusa in una scatola di cioccolatini, ci hanno insenganto a correre senza vergognarci. Esistono madri anche nei momenti più tragici, come in Fiori d’acciaio e Voglia di tenerezza; e altre che lo restano anche dopo essersene andate, come in Casper.

I cartoni della Disney sono pieni di mamme. Alcune sono cattivissime, da Biancaneve fino a Rapunzel; altre sono da contorno. Alcune mamme di questi cartoni però ci hanno fatto versare fiumi di lacrime: si pensi alla mamma di Dumbo o alla celebre, traumatica mamma di Bambi.

Il mondo della tv, invece, non è da meno.

I Jefferson, Happy days, Beverly Hills 90210, I Robinson: sono tutte serie che vedono mamme farsi in quattro per le loro famiglie. Così sono anche le mamme di molti cartoni tv (anime esclusi), come Marge ne I Simpson, Loise ne I Griffin, Wilma ne I Flinstone e molte altre.

La tv poi ci ha raccontato anche di mamme il cui spirito non è poi così altruistico. Diciamo che mascherano bene il loro fabbisogno con l’idea di migliorare le condizioni di vita dei figli. Si pensi a Cookie Lyon in Empire, all’italiana ‘donna Imma’ in Gomorra fino a giungere a Cersei Lannister del cult Il trono di spade.

Le più celebri della tv, a mio avviso, però, rimangono Lorelai Gilmore, protagonista del celebre Una mamma per amica; seguita da Tracy McConnell, raccontata da Ted Mosby in How I Met Your Mother.

Di madri ce ne sono a migliaia, anche se ognuno noi ne possiede una sola. Per alcuni è un’amica, per altri una condanna. Molti però sanno ciò che diceva Enzo Biagi: “Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino”.

Francesco Fario

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