Generazione Disagio

Premessa: lo spettacolo non ha nulla a che fare con la moda della “Balena Blu”.
La pièce nasce nel 2013, gira nei teatri di tutta Italia e vince numerosi premi nel teatro indipendente (li trovate qui)

In una sala piena di finti manifesti con i simboli della non-azione, si comincia a ridere fin dalla voce di sala:
«Si prega di tenere i cellulari accesi, aprire le patatine e starnutire rumorosamente. Vi ringraziamo anticipatamente per il disagio arrecatoci.».
Al buio, parte il pezzo più depresso della storia della musica italiana, firmato “I cani”

vero inno di disagio generazionale che colpisce tutti, persino la speranza, quella “maledetta stronza che non muore mai”.
Comincia lo spettacolo:

«Sappiamo chi sei.
Tu sei un disagiato. Lo sai tu e lo sappiamo anche noi. Sappiamo quante energie sprechi per non farlo vedere. Fratello disagiato, basta: Il disagio non è un ostacolo sulla strada, il disagio è la strada.
Non cercare di cambiare te stesso. Non cercare di apparire migliore. Accettati come sei: pigro, inetto, inconcludente, dispersivo, vile. Noi ti vogliamo bene così.
Non preoccuparti: elimineremo assieme ogni senso di colpa, ogni residuo di frustrazione.
Noi siamo qui per aiutarti.
Siamo portatori di un messaggio universale che si esprime attraverso la pratica delle tre d:
Distrazione, Disinteresse, Disaffezione.
Stringi la mano che ti porgiamo. Il futuro è nostro. Grandi giorni di festa si avvicinano.
Noi siamo la Generazione Disagio».

Il presentatore appare dentro una giacca a scacchi senza camicia e con le scarpe rotte come un domatore da circo e presenta tre figure così tragiche da essere comiche: il precario in accappatoio, il laureando in filosofia in camicia di lino tutta stropicciata e lo stagista come un atleta orientale.
Sono lì, perché partecipano a un macabro gioco dell’oca, che ha come obiettivo finale quello di arrivare alla casella 30 (l’età tipica del disagio) dove il premio finale è l’annullamento. Il percorso non è facile. Ci sono gli imprevisti che intralciano l’obiettivo, come cedere ai dialogatori umanitari e sentirsi socialmente utili, oppure trovare parcheggio sotto casa (”Si riparte dal Via, non ci voleva, precario!” rimprovera il conduttore/domatore).
Ma i momenti più curiosi sono le prove. Una di queste è riempire l’“assurdo vuoto che separa la colazione dall’aperitivo”, dove c’è chi esce a fare la spesa inutile al Minimarket, chi si chiude nei siti per adulti, chi arreda la stanza per un incontro con una donna che non avverrà mai (“il disagio si fomenta, ottimo giocatore!”).
In un climax spietato e surreale, si alternano le magnifiche interpretazioni dei quattro attori professionisti, che coinvolgono sempre il pubblico, fatto di precari anche loro, che ridono e segretamente ringraziano.

Regia: Riccardo Pippa
Attori: Luca Mammoli, Andrea Panigatti, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi
Sito: http://www.generazionedisagio.com/
Promo: https://www.youtube.com/watch?v=WsO3z95JlqM

Lavinia Marnetto

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