47 Morto che Parla: il nuovo spettacolo teatrale di Gianni Pontillo

Se da una parte la morte ci mette timore, dall’altra il teatro nei tempi, ha trovato la chiave giusta per ironizzarci un pochino. A far ridere il pubblico su questo argomento, ci pensa l’Associazione culturale Opera di Roma, presentando il 30 e 31 luglio e il primo agosto, l’opera “47 Morto che Parla”. L’opera si svolgerà in due esilaranti atti tratti dall’omonimo film di Totò e dalla commedia di Ettore Petrolini e racconta una storia ambientata nel 1903, periodo in cui l’ avarissimo barone Antonio Peletti, eredita dal defunto padre, monete d’oro e gioielli preziosissimi. Quest’ultimo però nel testamento, espresse la volontà di lasciare parte degli averi al comune per costruire una scuola, mentre l’altra metà al figlio Gastone, innamorato della cameriera Rosetta. Il barone però, finse di non trovare il testamento e che di conseguenza, non avrebbe ceduto la parte al comune. Gli amministratori comunali, insospettiti, chiedono aiuto a una compagnia teatrale per far credere all’uomo di essere morto e di trovarsi nell’aldilà. L’uomo si trova costretto a rivelare il nascondiglio del tesoro, ma resosi conto della messinscena, si vendica.

Il finale è di lieto fine, ma come continua la vicenda, lo scoprirete soltanto al cortile della Rocca Farnese di Valentano, dove si svolgerà lo spettacolo.

A capo della Compagnia ci sarà il direttore artistico Gianni Pontillo, al quale abbiamo posto qualche domandina sullo spettacolo:

Gianni, c’è un motivo in particolare che ha portato alla scelta di Totò?

 Te ne potrei citare almeno dieci di motivi. Oltre all’amore che provo per questo grande attore, in questa opera che ho scelto, Totò dà il meglio di sé, coinvolgendo lo spettatore dall’inizio alla fine, attraverso un personaggio creato da Plauto inizialmente e da Petrolini nella versione teatrale. E’ un omaggio alla bravura, all’estro, alla ricchezza scenica, alla fantasia e alla comicità

 

Cosa aspettarsi da questo spettacolo?

Una sequela di gags con un ritmo indiavolato e da personaggi esilaranti. Comicità allo stato puro, che farà trascorrere due ore a tutti gli spettatori che decideranno di staccarsi, almeno per una serata, dallo stress della vita quotidiana. Un modo diverso per avvicinare i giovani al teatro. Poi ancora musiche, maschere, balletti, giochi di luce…tutto ciò che si vorrebbe vedere a teatro

 

Quante tappe prevede il tour?

Abbiamo già rappresentato a Roma e ci torneremo questo inverno. Il 27 luglio siamo stati a Sabaudia e ora Valentano. Il prossimo inverno ancora la Tuscia e poi la Toscana e la Campania…poi vedremo.

 

Uno spettacolo che vale la pena andare a vedere, come insegna Gianni Pontillo, per evadere dalla quotidianità e dallo stress che siamo costretti a vivere ogni giorno. Poche ore da vivere anche in uno scenario diverso dal teatro, come può essere la Rocca Farnese di Valentano e proprio per questa occasione, abbiamo fatto qualche domandina al sindaco Stefano Bigiotti:

 

 

Ospitare questa compagnia cosa significa per lei?

La presenza di Gianni Pontillo deve essere considerata come un valore aggiunto per l’ambiente culturale della nostra comunità. Lo ringrazio personalmente come Sindaco del Comune di Valentano, per la qualità artistica che puntualmente e generosamente mette a disposizione della nostra cittadinanza; la sua figura ha consentito al teatro del nostro paese e dei paesi limitrofi, una connotazione professionale di rilievo della quale andare fieri

 

Che importanza viene data al teatro di Valentano?

Il teatro, oltre alla finalità artistica, può concorrere all’educazione delle persone, contribuendo alla formazione di una coscienza comune. Il teatro è una necessità primaria dell’uomo e credo sia compito di ogni buona amministrazione valorizzare e garantire il sostegno ad ogni iniziativa per una formazione consapevole e attenta.

 

Tra un mix di ironia e crescita, andare a teatro è un modo per riscoprire molti valori, anche culturali, dimenticati e che vale la pena ritrovare non appena ci viene data la possibilità.

Non mancate all’appuntamento “47 morto che parla” con Gianni Pontillo, Deborah Caroscioli, Giorgio Solieri, Pino Makovech, Marcello Rondinella, Cristina Cappabianca, Ginevra Solieri, Maurizio Carbonari, Diana Graziano, Davide Bellisario e Manuela Zualdi.

 

Isabella Bellitto

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