Giornata Nazionale della Salute della Donna: le anteprime degli Specialisti

Continua la rassegna Anteprime degli Specialisti.

RadioTusciaEvents incontra la Dottoressa Claudia Storcè, Biologo-Nustrizionista, Presidente dell’Associazione SlowFood di Viterbo, Direttore dello studio di consulenza Nu.Si.Al che opera nei settori della Nutrizione Umana e Sicurezza Alimentare.

G: Salve Dottoressa Storcè, quale argomento del settore Alimentare approfondirà in occasione della tavola rotonda che si terrà il 22 Aprile per la Giornata nazionale della Salute della Donna?

Dott.ssa S: tratterò della complessa correlazione tra alimentazione e malattia. Seguire una corretta alimentazione è la pietra miliare per la costruzione di un corpo sano, ma in condizioni particolarmente delicate in cui versa un soggetto malato la dieta ha bisogno di essere regolamentata in base a delle esigenze specifiche. Possono verificarsi casi in cui il paziente ha delle grosse carenze nutritive, in questi casi solo un regime alimentare studiato ad hoc, che sia il frutto della collaborazione di oncologi ed esperti nutrizionisti, può effettivamente garantire il sostentamento necessario.

G: è possibile che una corretta alimentazione possa impedire l’insorgere di una neoplasia o contrastarne la progressione?

Dott.ssa S: Purtroppo no. L’alimentazione può contribuire in qualità di supporto a delle terapie specifiche prescritte ma non può essere considerata un antidoto alla malattia che si sviluppa nell’ambito di quadri clinici parecchio complessi. Tuttavia, si può affermare che il giusto regime alimentare svolge un’apprezzabile azione preventiva allo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete, controllo dell’ipertensione arteriosa.
D’altro canto, al giorno d’oggi, possiamo sfruttare i grandi passi avanti fatti dalla scienza nello studio della genetica: è possibile effettuare dei test predittivi generici, come ad esempio la mappatura del DNA, che ci permettono di diagnosticare la predisposizione di un soggetto a fibrosi cistica, tumore al colon piuttosto che tumore al seno. In questi casi il regime alimentare da seguire può anche suggerire di eliminare l’assunzione di determinati composti, soprattutto se sottoposti a elaborate lavorazioni.

G: negli ultimi tempi si sente spesso parlare di Alimentazione Oncologica. Ci spieghi meglio di cosa si tratta.

Dott.ssa S: quando un paziente è in terapia per la cura di un tumore genericamente si registrano delle modifiche, talvolta anche significative, delle sue abitudini alimentari. Alcuni trattamenti possono alterare l’appetito, abbassano la capacità di tollerare certi alimenti o assimilare taluni nutrienti, talvolta inducono disturbi gastrointestinali; una dieta che tenga conto di queste variazioni e abbia l’intento di sopperire a tali mancanze rientra nel sistema di Alimentazione Oncologica. Suddetta dieta dovrà: apportare tutte le sostanze nutritive necessarie, permettere di mantenere il peso adeguato, tollerare le terapie e resistere meglio ai loro effetti tossici. A tal proposito l’Istituto Europeo di Oncologia ha sviluppato il progetto SmartFood per elaborare un nuovo approccio nutrizionale alla prevenzione. L’obbiettivo è quello di selezionare i cibi protettivi per la salute, attraverso lo studio dei micro-nutrienti, e applicare i risultati scientifici in ambito nutrizionale.
Più precisamente il risultato finale sarà la creazione di una piramide alimentare che indichi le percentuali di consumo consigliabili per ciascun alimento.

 

G: in linea generale quali sono gli alimenti da dover mantenere a basso consumo per una dieta salutare?

Dott.ssa S: gli alimenti sottoposti a lunghe lavorazioni, quindi carni e farine. Per la carne rossa consiglio un consumo di una volta a settimana, per gli insaccati e salumi derivati i tempi si dilatano a circa 10-15 giorni. Più severo, invece, deve essere l’approccio alle farine: la lavorazione e la ripetuta raffinazione tendono a togliere fibre, micronutrienti e acidi grassi essenziali che costituiscono l’anima energetica dell’alimento e ci restituiscono un cibo dannoso per la salute. Studi chimici hanno dimostrato come le farine raffinate incrementino la glicemia e quindi risultino pericolose per soggetti affetti da diabete e malattie tumorali.
Le uniche farine che possono essere considerate di qualità sono quelle prodotte con macinatura a pietra che è un metodo di lavorazione che permette la conservazione della fibra importante per la sua capacità di regolare l’assorbimento degli zuccheri.
Nessuna controindicazione invece per frutta e verdura che, non a caso, occupano la fascia primaria di tutte le piramidi alimentari.

G: grazie Dottoressa Storcè la seguiremo durante la conferenza del 22 Aprile per la Giornata Nazionale della Salute della Donna.

Giovanna Calabrese

http://www.nusial.it/

http://www.ieo.it/smartfood/

Indirizzo: , 01100, Viterbo (Vt)

Convivium leader: Storce’ Claudia

Telefono: 331 9031439

Email: viterboslowfood@gmail.com

 

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