Giulia la Bella


E’ l’evento culturale del Natale: nel nuovo spazio conferenze dell’Ufficio Turistico di Viterbo, situato nell’avveniristica pensilina del Sacrario, giovedì 22 dicembre alle ore 17.30 la studiosa farnesiana FELICITA MENGHINI DI BIAGIO presenterà il nuovo libro di Giuseppe Moscatelli “Giulia Farnese, femina mater e domina”, edito da Annulli Editori.
Giulia & Felicita: un binomio perfetto. Da molti anni la prof.ssa Menghini Di Biagio svolge un’importante opera di divulgazione culturale sulla famiglia Farnese e su Giulia “la Bella” in particolare, con conferenze, libri e incontri molto apprezzati dal pubblico. Prendendo spunto dalle vicende narrate nel libro la relatrice approfondirà questa straordinaria figura femminile e i suoi tempi e, naturalmente, la storia dei Farnese: gli unici, autentici, “Signori della Tuscia”. La vicenda storica di Giulia Farnese, donna ammiratissima e quasi venerata per la sua irraggiungibile bellezza, è legata alla memoria di tre papi: Bonifacio VIII, di cui fu pronipote; Paolo III, di cui fu sorella e Alessandro VI Borgia, suo amante.
Nota ai contemporanei come la “Venere papale”, proprio per la sua lunga relazione con il dissoluto pontefice, fu grazie all’intima amicizia con lui che il fratello Alessandro ottenne la porpora cardinalizia, fondamentale gradino per la sua ascesa al soglio di Pietro. Giuseppe Moscatelli che sui Farnese ha già scritto un volume dedicato a papa Paolo III e, sempre per Annulli Editori, “Itinerari farnesiani in Tuscia” (coautore Giacomo Mazzuoli), con questo nuovo libro ha voluto sperimentare qualcosa di diverso. Non si tratta in effetti propriamente di un saggio (seppur tutti gli episodi narrati sono storicamente documentati) bensì di un testo di impronta narrativa che “racconta”, prima ancora di spiegare, la vicenda pressoché unica di questa donna straordinaria. Dalla prima giovinezza trascorsa in Vaticano nel talamo del corrottissimo (ma innamorato) papa Borgia; al matrimonio sfortunato con il ricco e deforme marito Orsini Orsino da cui nacque la sua unica e amatissima figlia Laura; agli anni della maturità, vissuti a fianco di un intellettualmente modesto ma assai prestante nuovo marito quale “domina” ovvero “Signora” di Carbognano; fino alla prematura morte, allorché il fratello Alessandro, cardinale rampante della curia vaticana fece probabilmente scomparire i suoi ritratti e finanche la sua memoria, per non compromettere i suoi ambiziosi progetti di carriera ecclesiastica.
Il volume, che si avvale della prefazione della studiosa Francesca Giurleo, è un testo che getta nuova luce su un personaggio che la storia ha spregiato ben oltre i suoi demeriti e che l’Autore, in qualche modo, riabilita allorché, pur riconoscendo la sua natura di cortigiana, la qualifica come “pia”, vale a dire devota ai destini della sua famiglia, i Farnese, alla cui ascesa sociale sacrificò la sua anima e il suo corpo.

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