Giuni Russo, La “Prigioniera” della musica italiana

Giuni Russo, l’interprete di Un’Estate al Mare e Alghero, costante presenza della tv nelle sere d’estate, con i suoi vestiti squadrati, militareschi, appositamente realizzati per lei da Versace. Dietro l’immagine che conosciamo c’è una storia fatta di insuccessi, di canzoni mai incise. La storia di una donna di carattere che ha dedicato la sua vita alla musica e all’arte.
Giuseppa Romeo, questo è il suo vero nome, nasce a Palermo il 7 settembre del 1951. Cresce in una casa in cui regna la musica, il papà, pescatore, e il nonno sono entrambi baritoni e la mamma è un soprano naturale. Giusy decide fin da ragazzina che la sua unica “sposa” sarà la musica: “Studierò musica, coltiverò la mia voce, diventerò una grande cantante”. Così diceva e così è stato.
Il primo appuntamento importante è con il Festival di Sanremo nel 1968, si presenta con il brano No Amore che viene bocciato dalla giuria popolare ed escluso dalla serata finale.
A 18 anni Giusy si trasferisce a Milano e conosce Maria Antonietta Sisini, amica, collaboratrice, autrice dalla quale non si separerà più. Ha inizio la lunga gavetta della cantante che nel ’74 ottiene un contratto con l’etichetta tedesca BASF che le suggerisce il nome d’arte, Junie Russo, con la J. Più tardi il nome verrà italianizzato e sostituita la j con la G per evitare confusioni ed errori di pronuncia per il pubblico di casa. Dopo la pubblicazione del primo album intitolato Love Is A Woman nel 1975 e una serie di tentativi fallimentari, Giuni conosce Franco Battiato. Con il mecenate siciliano la cantante incide alcuni brani che catturano l’attenzione di Caterina Caselli, neo manager della CGD, che la mette sotto contratto. Il primo lavoro con la nuova casa discografica s’intitola Energie, un album all’avanguardia, ricco di sperimentazione che mostra le incredibili doti vocali della Russo. Il successo arriva nell’estate del 1982, Battiato scrive per Giuni Un’Estate Al Mare.
Il brano conquista la vetta della classifica e vince il Festivalbar, purtroppo però si rivelerà un’arma a doppio taglio Giuni che resterà intrappolata nel clichè delle hit estive. La Russo entra in rotta di collisione con Caterina Caselli, più interessata a cavalcare l’onda del successo estivo che a dare spazio alle sperimentazioni e alla creatività della cantante siciliana. Nel 1983 viene pubblicato l’album Vox, in esso figura Sere D’Agosto che presentata al Festivalbar vince il Premio Speciale della rassegna. Nonostante i colpi bassi, gli scontri e le incomprensioni l’etichetta pubblica il nuovo album di Giuni: Mediterranea. Giuni avrebbe voluto fosse proprio Mediterranea il singolo di lancio dell’omonimo album ma ancora una volta la Caselli le impone l’effimera Limonata Cha Cha Cha. Il rapporto tra Giuni e la casa discografica giunge al termine. Le viene paventata una dichiarazione da sottoscrivere con il suo ritiro dalle scene, ma Giuni si oppone minacciando d’impugnare il contratto capestro che le hanno fatto firmare nell’81. La CGD fa dietro front. La Russo riesce a trovare un’etichetta minore disposta a pubblicarla e nel 1986 esce Alghero. Nel 1988 Giuni pubblica A Casa Di Ida Rubinstein, un album con contaminazioni classiche, jazz e pop. All’inizio degli anni ‘90 la cantante intraprende un cammino di ricerca interiore che le fa scoprire la fede e la lettura dei testi sacri in particolare quelli di Santa Teresa D’avila e di Giovanni Della Croce. Nasce così nel 1994 Se Fossi Più Simpatica Sarei Meno Antipatica, una sorta di canto –cabaret ispirato a Ettore Petrolini.
Nel 1998 esce il primo album live Voce Prigioniera. Il titolo viene spiegato dalla stessa Giuni: “Mi piaceva perché mi sono messa in prigione, nel senso della scelta che ho compiuto. È ironico, ma da una prigione si può diventare anche un diamante che brilla oltre le grate. Da una cosa negativa si può ottenere l’oro. I fiori nascono dovunque, anche in prigione, o nel fango”. Alla fine degli anni ’90 a Giuni Russo viene diagnosticato un cancro. La cantante affronta la malattia con coraggio. Nel 2003 dopo trentacinque anni finalmente torna a Sanremo con Morirò d’Amore e offre un’interpretazione intensa ed emozionante. La cantante si spegne nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 2004. Dopo la sua scomparsa l’intenso lavoro di produzione e ricerca condotto dalla fidata amica Maria Antonietta Sisini fa nascere l’Associazione Culturale “GiuniRussoArte” per promuovere e tutelare il patrimonio artistico della cantante. Nel 2012 esce Para Siempre frutto di un meticoloso lavoro di restauro di brani mai pubblicati prima.
L’8 settembre 2017 è prevista l’uscita di un nuovo album di inediti intitolato Armstrong anticipato dal video di Non Voglio Andare Via con Maria Grazia Cucinotta.
Anna Patti

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