Hairspray, nel mondo dove “diverso” è bello

La nostra attualità è carica di stereotipi, luoghi comuni e standard sociali di cui pochi ricordano il significato.

Esistono spettacoli che ci ricordino, invece, quando questi siano solo delle convinzioni e processi mentali. Tra questi, da citare, Hairspray, film del 2007, ispirato da una pellicola dell’88 intitolata Grasso è bello.

Ci racconta di Tracy, una ragazza sovrappeso degli anni ’60 che sogna di ballare in un programma televisivo. In un mondo in cui il modello Doris Day era l’ideale di donna, in cui il colore della pelle, purtroppo, ha importanza, la giovane imparerà a capire la sua strada, appoggiata dalla sua famiglia, scoprendo il valore dell’integrazione e dell’amore.

Il film si mette in difesa di qualunque forma/tipo di diversità sociale: si parla d’integrazione razziale, peso forma e contiene varie allusioni al discorso sessuale (il personaggio della madre di Tracy, dal film in poi, è stato sempre impersonato da un uomo).

Dal film dell’88, s’ispira il musical che ha fatto il suo esordio a Broadway nel 2002, con la musiche di Marc Sheiman, la regia di Jack O’Brien e le coreografie di Jerry Mitchell.

Hairspray 2007

Nel 2007, Adam Shankman dirige la pellicola l’omonima pellicola, che ha portato sullo schermo il musical. Grandi stelle hanno fatto parte del cast, quali John Travolta, Michelle Pfeiffer, Queen Latifah e Christopher Walken; segnando anche l’esordio sullo schermo di Nikki Blonsky nella parte di Tracy.

Un film dove la musica ricorda che nessuno può fermare il tempo, che sia musicale o della storia; e che la vera melodia è nello stare insieme, senza fare distinzioni.

Francesco Fario

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