I “Pink Jazz” al Castello di Bracciano

Il Castello di Bracciano si è tinto di rosa.
La Rocca ha dato vita a uno spettacolo incredibile, l’11 e 12 marzo, grazie all’illuminazione notturna che rende omaggio alle donne in chemioterapia.
Simbolo rinascimentale della Tuscia, oggi ci dimora la Principessa Odescalchi, che ha ospitato anche quest’anno “Rosa di sera”, iniziativa sul tumore al seno promossa dall’Associazione “Susan G. Komen Italia”. Il pubblico è stato accolto dalla banda del paese di Oriolo e si è accomodato in una sala del castello con panche, telecamere, strumenti musicali e un telo per le proiezioni video.
Per la prima volta si è esibito un gruppo jazz appena formato e proveniente dal Conservatorio di Santa Cecilia: il “Pink Jazz Quartet”. Attenzione però, non si tratta di musiciste donne, il gruppo è formato interamente da ragazzi, anche se accompagnati in alcuni brani dalla voce di Camilla Cuparo. Uniti dalla solidarietà con le donne malate di cancro, il quartetto è composto da: Massimo Ferrucci, clarinetto e soprano sax, Diego di Paolo al basso elettrico, Oreste Sbarra alla batteria, Enzo Oliva al pianoforte, con la partecipazione di Massimiliano Tisano alla fisarmonica e arrangiamenti.
Il clarinettista Ferrucci, leader del quartetto, è anche un medico chirurgo che attualmente opera a Londra, ma che tutt’ora porta alcuni progetti al Policlinico Gemelli, il Centro italiano d’eccellenza nella ricerca sul cancro al seno, ormai possibile da battere nel 90 % dei casi.
La musica proposta durante il concerto è stata poliedrica, anche se arrangiata il più delle volte in chiave swing, ed ha attraversato un repertorio di brani che andavano da Nino Rota ed Ennio Morricone, come i brani tratti da film molto amati quali “Amarcord”, “Otto e mezzo”, “Il Postino”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Mission”; passando poi al jazz di Gershwin e Duke Ellington; fino a Pino Daniele, Lucio Dalla e Gino Paoli.

Tutti i pezzi sono stati accompagnati da una selezione di video con scene cinematografiche, oppure da immagini evocative che ri chiamavano la storia dei brani.

Nulla è lasciato al caso: «La musica, ormai ne siamo certi, rappresenta la miglior cura integrativa nella guerra alla malattia» afferma il Direttore del Centro di Senologia del Gemelli. Riccardo Masetti presiederà anche “La Musica fa bene” un altro incontro sul tema, stavolta in Auditorium Parco della Musica (Roma) dal 20 al 23 aprile, dove suoneranno alcuni importanti esponenti dell’Accademia di Santa Cecilia e parte dei ricavati andrà in beneficenza.

Tornando alla manifestazione di Bracciano, la serata è stata presentata dalla conduttrice Monica Di Loreto, di TV SAT 2000, che ha in programmazione una docu-fiction sulla storia di una decina di donne (“Kemioamiche”) che raccontano un percorso difficile, ma anche la gioia della condivisione con altre donne delle proprie esperienze.

La serata si è conclusa con l’improvvisazione del “Pink Jazz Quartet” sulle note di “Take Five”, noto pezzo di Paul Desmond, clarinettista di San Francisco che fu colpito da tumore polmonare, ma che mantenne sempre il suo acuto umorismo (laureato in Letteratura inglese, trovò il nome d’arte in un elenco telefonico).
Ricapitolando, quindi, un clarinettista-chirurgo ha suonato una canzone di un clarinettista-letterato.
Curioso, non trovate? Questi esempi di contaminazione artistica, ci portano a un punto: nella musica non si possono più dividere i professionisti “puri” dai “dopolavoristi” (tipica questione discussa in ambito jazz), perchè un musicista artisticamente “ibrido” può dare linfa nuova, producendo veri e propri miracoli.

Auditorium Parco della Musica: “La Musica fa bene” (20-23 aprile)
http://www.santacecilia.it/komenitalia
Circo Massimo: “Race for the cure” (19-21 maggio)
http://www.raceroma.it/

Lavinia Marnetto

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