Il carcere

Il carcere è un ambiente dove le persone che hanno commesso diversi reati scontano la propria pena.
I reati vengono commessi sia da persone senza precedenti , perciò per loro è la prima volta che entrano nella struttura o da persone che invece ne hanno commesso diversi in vari anni.
Questo però non vuol dire che i detenuti non debbano essere trattati come essere umani e soprattutto rispettati.
Ho potuto vedere con i miei occhi il carcere, avendo fatto volontariato all’ interno di Regina Coeli, essendo educatrice professionale di comunità.
Non è stato facile , ma ho potuto capire molte cose soprattutto a livello umano e professionale.
Essendoci appunto entrata ho potuto vedere , molte cose di cui non sempre si parla.
Ovvero ci sono molti problemi che dovrebbero essere risolti per poter far scontare ai detenuti le loro pene , ma in situazioni decenti.
E’ un posto freddo, e dove chi vi entra annulla la sua vita, lasciando fuori tutto anche i propri affetti. Soprattutto per chi vi accede per la prima volta è ancora più traumatizzante.
Ogni carcere è diviso in bracci o sezioni anche in base ai reati commessi.
Il tempo in questo posto si ferma, scorre molto lentamente anche perché non essendoci molti laboratori per imparare alcune cose, ciò che resta è pensare al proprio vissuto , al posto dove si è arrivato, alle proprie emozioni e anche alla voglia che alcuni hanno di riscattarsi riprendendo in meglio la propria vita.
Le celle sono piccole e sono piene di detenuti e non sempre è facile convivere nello stesso spazio con persone mai viste né conosciute e con storie diverse.

Uno dei problemi che riguarda i vari carceri , è anche il sovraffollamento e questo comporta a livello umano un disagio ancora più forte, perché il detenuto già non ha uno spazio tutto suo in più deve accettare e vivere in situazioni molto disagiate.

Questo problema riguarda tutti i carceri italiani, tra cui anche quello di Viterbo Mammagialla dove sono successi alcuni episodi anche di suicidi, oltre all’episodio che successe poco tempo fa, dove due detenuti incendiarono materassi usando i fornelli del gas.
Spesso questi gesti sono accompagnati dalla disperazione, dal sentirsi anche isolati e dalle richieste di aiuto.
Non tutti i detenuti riescono ad accettare la loro situazione e a volte arrivano a compiere gesti molto gravi per se stessi perché non ce la fanno più a vivere in un posto così , ma anche per la troppa disperazione di non sentirsi calcolati come persone.
Bisogna parlare di più e fare di più per i detenuti, non soltanto quando capitano questi episodi molto brutti e gravi.
Servono fatti, più strutture che le accolgano per ricominciare da zero la propria vita, e assumere anche più operatori del settore come psicoterapeuti ed educatori professionali per aiutarli nel loro percorso.
Sicuramente si devono trovare diverse soluzioni per evitare sia il sovraffollamento che l’alienazione di chi vive lì, pagando giustamente le conseguenze dei suoi sbagli.
E’ anche vero che la vita è fatta anche di possibilità ed è giusto darle a chi vuole tornare piano piano a vivere la sua vita in modo più sereno , capendo molte cose dai propri errori.
Inoltre in alcune sezioni di varie carceri è possibile anche lavorare , per chi lo desidera e ciò influenza anche sulla condotta.

Il percorso non è facile e sicuramente hanno molto bisogno di essere seguiti di più da più figure nella quotidianità.
Penso infatti che bisognerebbe assumere più operatori e rendere meno alienante e più vivibile il carcere.
I detenuti, sono persone e il loro unico mezzo di comunicazione con i loro affetti e con l’esterno , sono i colloqui settimanali e la possibilità che hanno di scrivere le lettere, sempre ovviamente controllate.
Non è facile per nessuno, abituarsi di punto in bianco ad una vita diversa in un posto così.
Oltre la comunicazione verbale , c’è anche la comunicazione non verbale e non sempre facile da interpretare o capire.
E’ formata dagli sguardi, dalle posture e anche dal comportamento.
I detenuti non devono però diventare vittime di nessun tipo, perché stanno lì dentro per scontare e pagare i loro sbagli, ma comunque non deve essere fatta nessuna forma di violenza, né di mancanza di rispetto.
Purtroppo spesso sono successi episodi anche di tortura all’interno di un istituto penitenziario verso alcuni detenuti , dove spesso non sempre i responsabili sono stati individuati, né hanno pagato per i loro sbagli.
Non esiste che una persona abusi di potere verso chi ha fatto degli sbagli.
Nessuno ha il diritto di fare del male ad un altro individuo chiunque esso sia.

Silvia Brindisi

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