“Il movimento” fucina rock di pensieri


Negli anni ‘Sessanta le strade erano invase dalla protesta e gli studenti universitari si univano agli artisti contro la guerra in Vietnam e la borghesia. Tra le mani, volantini pieni di idee e canzoni.
La spinta del cambiamento ora si è ridimensionata dal precariato e dai nuovi problemi, ma non può dirsi estinta: sopravvive anche nel cuore della provincia di Viterbo, dove suona “Il Movimento”, un gruppo alternative rock composto da Andrea Barboni (chitarra e voce), Dino Manoni (basso), Edoardo Placidi (batteria) e Giacomo Pomi (synth, keys, elettronica).
«La nostra musica vuole essere una fucina di pensieri, un vero e proprio Movimento di Militanza Musicale», spiega Andrea, voce e chitarra, che insieme al suo gruppo vuole raccontare la realtà sociale delle ultime generazioni. «La cosa più bella, quando si decide di esprimere il proprio pensiero – prosegue il leader – è rendersi conto che effettivamente c’è qualcuno che condivide le tue idee ed è pronto a gridare la propria insoddisfazione. La nostra musica, sia a livello melodico che lirico si propone l’obiettivo di toccare le coscienze di chi ci ascolta per provare anche minimamente a sollecitare quella voglia di ribellione di cui oggi la nostra generazione ha veramente bisogno».
Il loro primo EP porta un titolo significativo: si chiama “Indifferentia”. Uscito nel 2014, viene notato anche fuori dal Lazio, permettendogli di partecipare al festival “Nuvole, chitarre e note” di Carovilli (dedicato a Danilo Ciolli, un ragazzo scomparso nel terremoto dell’Aquila del 2009), dove si esibiscono al fianco di artisti come “Lo Stato Sociale”, Giorgio Canali, “Il Management del dolore post operatorio”. Con il nuovo disco, “Autunno”, uscito nel 2016, la stessa critica sociale viene espressa con un’intenzione più intima e soggettiva, mantenendo le stesse dinamiche aggressive. Proprio grazie all’ultimo disco hanno aperto i concerti di diversi gruppi noti nel panorama musicale italiano, come “Linea 77”, “Il Pan del diavolo” e “Kutso”. Bisogna andare oltremanica per le fonti d’ispirazione de “Il Movimento”, che è influenzato soprattutto dal rock alternativo anglosassone, come “Incubus”, “Rage Against the Machine”, “Nirvana”, “Bring me the Horizon”.
Questi gruppi esprimevano la rabbia con mille sfumature diverse (dagli “implosivi” Nirvana, agli “esplosivi” Rage) ma in comune hanno tradotto con la musica la frustrazione di migliaia di ragazzi insoddisfatti. Per dirla filosoficamente seguendo il pensiero di Galimberti, quei giovani “non erano evocati dalla società durante il giorno, quindi popolavano la notte”.
Il gruppo che Radio Tuscia Events vi ha presentato oggi appartiene invece alla sua terra. Con le parole di Andrea appare chiaro che «la Tuscia oltre ad essere il luogo che ci ha dato i natali è anche stato un importante crogiuolo di idee che ci ha permesso, nel bene e nel male, di essere ciò che siamo oggi. La provincia oltre a mostrare il mondo in maniera abbastanza “edulcorata” dà anche la possibilità di allungare i tempi creativi senza essere schiavi delle meccaniche più commerciali. Questo ci ha sempre aiutati a dedicare ai nostri progetti tutto il tempo necessario. Non solo, la Tuscia è stato anche il primo banco di prova per il nostro progetto e ci ha permesso di capire che la nostra generazione ha bisogno di una voce unica con la quale lanciare un grido di ribellione. Alcune piccole realtà locali (MvM concerti) ci hanno aiutato a crescere nei primi anni ed è un peccato che oggi queste realtà trovino sempre meno spazio di manovra fra i locali di musica dal vivo».

Le prossime date:
10 febbraio – Casa di Emme (Bassano)
17 febbraio – Sunkeys (Vetralla)
9 marzo – Crossroads (Osteria Nuova) in collaborazione con il collettivo “La Vetrina”
17 marzo – Itineris Brewpub (Civita Castellana)

https://ilmovimento.bandcamp.com/

Lavinia Marnetto

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