Il paese dei balocchi

In questa puntata di “pedagogicamente parlando” dal titolo “il paese dei balocchi” Vanessa e la dott.sa Francesca Spadaccia parleranno di giocattoli: gioia dei bambini e, a volte pena, dei genitori.

Oggi come oggi i bambini sono pieni di giocattoli e forse sono anche troppi; secondo la pedagogista infatti il ricevere, ad esempio per Natale o per il compleanno, molti giocattoli confonde la loro attenzione e l’eccesso, cioè la grande quantità, li annoia poi più facilmente. I bambini si ritrovano cioè circondati da pacchi regalo che aprono, guardano per un po’ e poi abbandonano per passare al dono successivo: è la stessa cosa che accade quando si mangia troppo e non si è in grado né si vuole assaggiare poi altro cibo per un bel po’.

Al bambino rimane quindi il desiderio della scoperta e dell’attesa e di una aspettativa futura di qualcosa ma perde l’interesse per quello che ha sotto gli occhi; se il genitore o chi per lui sazia troppo presto questa fame, elimina la possibilità che il bambino stesso possa aspettare, desiderare, immaginare qualcosa che gli può piacere e che ancora non ha: la conseguenza è quindi la noia.

Talvolta invece i giocattoli vengono usati come dei premi per il bambino che fa il bravo o che fa tutti i suoi compiti o che aiuta in casa; anche questo, quando non riveste il carattere dell’eccezionalità, è qualcosa di sbagliato perché abituare il bambino a ricevere una ricompensa ogni volta che fa qualcosa rischia di far diventare quella cosa come un mero mezzo per ottenere il regalo, il gioco o la paghetta mentre molte azioni, come ad esempio l’aiuto in casa o lo studio andrebbero fatte perché è giusto.

I giochi quindi andrebbero regalati nelle occasioni canoniche per così dire ma con moderazione. Soprattutto bisognerebbe cercare di agevolare il bambino nel trovare attorno a se un ambiente con oggetti con i quali giocare che stimolino la sua creatività ed immaginazione e che non debbano per forza essere stati progettati e pensati dagli adulti come giocattoli: mestoli di legno, scatole di scarpe vuote, vecchie pentole sono oggetti preziosissimi in tal senso.

Capita spesso inoltre che fra i bambini ci sia quello che ha tutte le ultime novità in fatto di giochi e questo fa scattare nei coetanei una sorta di confronto ed è compito degli adulti disinnescare questa ansia di acquisto per esempio andando a spiegare e a proporre al bambino una scelta promettendogli quell’unico gioco magari per una occasione particolare.

Quello che ne esce, almeno a parere dello scrivente, da questa interessante chiacchierata con la dott.sa Spadaccia è che i genitori hanno sempre un ruolo fondamentale che comprende anche il sapere dire di no e la capacità di spiegare al bambino con amore e pazienza il perché.

Alberto Krebel H.

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