Il Soroptimist Club di Terni festeggia Barbara Petronio

Il club “Soroptimist International Club di Terni”, associazione impegnata nei diritti umani e nella promozione delle potenzialità e dello sviluppo delle donne ha festeggiato venerdì 9 giugno la ternana Barbara Petronio, sceneggiatrice da più di 10 anni e tra i vincitori del David di Donatello 2017 per la migliore sceneggiatura originale del film Indivisibili, di Edoardo De Angelis. Nell’ambito della rassegna “Leadership al femminile” la giovane sceneggiatrice ha rivisto e salutato i suoi amici ternani. Il suo lavoro in Indivisibili è stato apprezzato nei cinema e dalla critica: la storia d’amore e separazione è quella tra due sorelle gemelle siamesi Viola e Dasy a Castel Volturno, un territorio geografico ma anche simbolo di uno stato d’animo decadente da cui però le due riescono a rinascere attraverso la loro forza.

Barbara Petronio ha una lunga carriera alle spalle e il crime è il genere che ama. Iniziando da serie tv di successo come Distretto di Polizia, ha curato la sceneggiatura per Ris Delitti Imperfetti, Romanzo Criminale la serie 1 e 2, Il mostro di Firenze, A.C.A.B di Stefano Sollima e in uscita per Netflix la serie Suburra, per questo l’incontro è stata anche l’occasione per parlare di donne nel mondo lavoro in particolare in ambienti dove gli uomini rappresentano la maggioranza e il maschile sembra essere la cifra distintiva.

In un settore in cui la donna sembra soccombere alle logiche maschili dominanti, le difficoltà certo non mancano: “Rimane il fatto che sei una donna e quando ad una riunione prendi la parola la prendi da donna e devi sopportare un ambiente di soli uomini” afferma Barbara. Una situazione che molte hanno provato e che è vissuta in modo diverso dalle colleghe d’oltre oceano. “In America si chiamano “showrunner” ed è un termine che copre sia il mondo femminile che quello maschile, ed è una figura al di sopra del regista che gestisce lo show, il vero direttore d’orchestra di una serie. Sono donne credibili e di potere, un concetto ancora difficile in Italia, nonostante il talento.

Il punto è un altro però ed è quello che emerge dall’incontro: la passione e il talento verso il proprio lavoro non ha né genere né sesso, né colore. La chiave è l’amore e la cura verso ciò che si fa.
“La scrittura del film Indivisibili è stata fluida e ho impiegato poco tempo a differenza di altri lavori” aggiunge Barbara Petronio. In quel periodo infatti era incinta di sua figlia e la situazione di attaccamento vissuta dalle gemelle siamesi del film la viveva in prima persona, “perciò è stato tutto molto naturale”. Una scrittura da sceneggiatrice, maturata negli anni dell’adolescenza, nella provincia di Terni e nei tanti film visti in solitaria: “chi vive in provincia ha voglia di uscire fuori” dice Barbara ed è questo anche ciò che spinge e che motiva.

Credo che nelle tante difficoltà che le donne incontrano nel proprio lavoro la bussola sia proprio questa oltre il talento. La semplicità di essere donna e non mascherarsi dietro la cultura dominante che un certo tipo di lavoro o ambiente vuole imporre a discapito della soggettività di ogni persona, sia esso uomo o donna.

E per noi donne saper far coincidere la propria vita emotiva con la realtà di tutti i giorni è ciò che ci rende più sensibili e per questo più forti. Esempi come quelli portati da Barbara Petronio sono molto importanti per tutti e per questo l’unica nota stonata dell’evento è che nel pubblico mancavano volti giovani e ragazzi che probabilmente avrebbero potuto far tesoro di un’esperienza come la sua. Sperando che in un futuro non troppo lontano le donne che ce la fanno non siano da festeggiare ma diventino normalità.

Il film merita davvero di essere visto per la storia originale, per le musiche di Enzo Avitabile che sono poesia, per gli attori e per la libertà che il film trasmette.

Valentina Onori

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