Il talentuoso Don Marlon Brando

Il 3 aprile per alcuni è una giornata come le altre.

Il mondo del cinema invece ricorda Marlon Brando, star di Hollywood, nato appunto il 3 aprile del 1926, in Nebraska. Terzo figlio, dopo due femmine, di un commesso viaggiatore e un’attrice di seconda categoria, il giovane ha un’infanzia travagliata, triste e particolare. La madre soffre d’alcolismo e spesso è assente. I suoi divorziano presto, ma non solo per i problemi di lei. Anche il padre è spesso alcolizzato e dedito a bordelli e night club.

Si trasferisce a New York nel 1943 e frequenta l’accademia d’arte drammatica e impara il metodo Stanislavskij. Nel ’44 calca le scene per la prima volta nello spettacolo I REMEMBER MAMA. Sarà notato da Elia Kazan che lo vorrà per UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO di Tennesse Williams, che diventerà un successo. Nel 1950 Brando inizia anche la sua carriera cinematografica. Fred Zinneman lo vuole in THE MAN, dove interpreta un reduce di guerra paraplegico. Seguirà l’adattamento dello spettacolo di Williams nel ’52, sempre diretto da Kazan, dove otterrà la sua prima nomination all’Oscar: sarà l’unico del cast a non riceverlo. Seguiranno altri film con Kazan quali VIVA ZAPATA! e FRONTE DEL PORTO che gli farà vincere l’agognata statuetta nel ’55.

Marlon Brando

Sarà diretto da altri registi importanti, quali Daniel Mann, Mankiewicz e Lumet; e reciterà accanto ad attori quali Jean Simmons, Antonhy Quinn, Anna Magnani e Montgomery Clift.

Negli anni ’60 girerà diverse pellicole, ma risulteranno degli insuccessi.

La sua fama è grande, certo; ma non basta. E’ ricco, bello, famoso, ma soprattutto molto capriccioso e troppo sicuro di sé. Inoltre è sempre più coinvolto nel campo politico e sociale: sarà un forte sostenitore, e poi anche amico, di Martin Luther King. Sembrerebbe che la stella sia destinata al tramonto.

Arrivano però gli anni ’70 e con loro due pellicole che faranno la differenza nella carriera di Marlon Brando, entrambe del ’72. La prima è IL PADRINO di Francis Ford Coppola: Brando fu convincente tanto da far ricevere all’attore la seconda statuetta. Inoltre gira con Bertolucci il peccaminoso ULTIMO TANGO A PARIGI, dove interpreta un uomo di mezza età che si innamora di una ventenne. Ricomincerà a lavorare, ma solo per denaro.

L’ultimo personaggio di spessore fu, sempre con Coppola, il colonnello Kurtz in APOCALYPSE NOW del ’79. La vita privata però lo prova molto e a risentirne sarà il suo stato fisico. Si ingrassa a tal punto da arrivare a pesare 150 kg ca. Morirà il 1 luglio del 2004 a Los Angeles.

La sua figura non è stata solo iconica ma anche significativa. Brando ha distrutto il mito hollywoodiano del principe azzurro. La sua personalità è sempre entrata anche nei suoi personaggi, mischiando quel misto di virilità e forte fragilità, che s’introduceva perfettamente in quel cinema che avrebbe aiutato una generazione a pensare. Similmente a quella generazione però cadrà, si risolleverà, patirà e si lascerà andare.  Come ha detto qualcuno prima di me, Marlon Brando “è stato l’eroe dell’incertezza“, che ha cercato di scuotere quel sistema e quella mentalità che alla fine lo hanno inghiottito.

Francesco Fario

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