Illusionismo per divertimento, ma non solo!

Dai, diciamoci la verità, chi di noi almeno una volta non è rimasto a bocca aperta davanti a un prestigiatore che faceva sparire una moneta per poi farla riapparire dietro un orecchio di qualcuno o guardando l’abilità di un mago con le carte? Chi non si è mai chiesto, da piccolo, come facesse l’illusionista a sparire in una nuvola di fumo dal palcoscenico? Chi non è rimasto abbagliato da David Copperfield o in tempi più recenti da Dynamo e dai loro incredibili trucchi? Se siamo onesti, tutti da bambini ma magari più di qualcuno ancora oggi da adulto.

illusionismoL’illusionismo, perché di questo parliamo, è un’arte che ha lo scopo di divertire e stupire, nella quale il prestigiatore o illusionista compie dei giochi o effetti che in apparenza sembrano opera di magia ma che sono invece un abile utilizzo di fenomeni fisici, chimici, meccanici e soprattutto psicologici.
Forse, il termine più opportuno sarebbe proprio illusionista, perché il suo compito è appunto quello di fare in modo che lo spettatore creda che quello che vede sia inspiegabilmente qualcosa di magico. Fughiamo subito ogni dubbio: non esistono trucchi magici di per sé; sta proprio nella bravura del ”mago” fare in modo che la mente di chi guarda sia disposta ad accettare come magico il fenomeno al quale sta per assistere.
L’illusionista sfrutta la psiche umana in modo da sviarne, per così dire, la direzione: ovverosia cerca di guidare i sensi dello spettatore in un altro verso rispetto a quello che prenderebbero normalmente. Possiamo quindi affermare che il prestigiatore è molto bravo a distrarre lo spettatore da ciò che sta facendo veramente. Altra dote che deve avere è senz’altro la destrezza, deve cioè compiere il trucco imitando con naturalezza il movimento naturale dal quale esso prende ispirazione in modo che chi guarda lo accetti per normale.

L’illusionismo è un’arte antichissima già apprezzata da Greci e Romani e chi la praticava era chiamato acetabularius o calcularius nomi che derivano dalle coppe o dai sassi che venivano usati nei giochi. Nel medioevo giocolieri ambulanti e girovaghi si esibivano in città e villaggi ed erano uno degli intrattenimenti più applauditi dal popolo anche se venivano spesso perseguitati come vagabondi dalle autorità. Nel XV e XVI secolo l’Inquisizione e la Chiesa si opposero con forza alla stregoneria incarcerando, e uccidendo spesso persone colpevoli solo di saper ben eseguire dei giochi di prestigio. Ci furono grandi illusionisti in tutto il mondo, dall’italiano Giuseppe Pinetti che stupiva tutti con la sua bouquet philosophique, una piccola testa d’oro che messa in una coppa di vetro rispondeva con dei movimenti a tutte le domande che egli le poneva, all’inglese John Henry Anderson che dedicò la sua carriera a spiegare i finti fenomeni medianici, per arrivare fino al famosissimo Harry Houdini, ungherese, celeberrimo per le sue fughe impossibili.

L’arte resiste ancora e anche oggi possiamo trovare maghi, illusionisti e prestigiatori che incantano il pubblico coi loro trucchi. Forse non coviamo l’illusione, perdonate il gioco di parole, di poter diventare grandi prestigiatori ma di certo con la dovuta preparazione, passione e un po’ di studio e guidati da qualche esperto del settore, potremmo riuscire a strabiliare i nostri amici o i nostri figli magari facendo apparire un bel coniglio da un cappello. Abracadabra!

Alberto Krebel H.

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