Intercultura: scegliere l’Italia alla ricerca del Made in Italy

Intercultura.A scegliere l’Italia soprattutto asiatici (24%) e latino americani (29%), alla ricerca del Made in Italy.
Tramontato, forse, il tempo delle ragazze “au pair”, cercate e ambite con la speranza che riuscisse ad instillare nei pargoli quale parola d’inglese, gli italiani ora decidono sempre più numerosi di accogliere gratuitamente in famiglia uno studente straniero.Nel 2016 Ipsos ha stimato un numero complessivo di 2.800 adolescenti di tutto il mondo che sono stati accolti da una famiglia italiana e che hanno frequentato una nostra scuola per partecipare a un programma scolastico internazionale (fonte: Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca della Fondazione Intercultura).

Ad accoglierli è il 26% delle scuole italiane specialmente i licei (41%) e gli istituti di istruzione superiore (35%), soprattutto del Nord, mentre nel Centro e al Sud, più le Isole, la percentuale scende rispettivamente al 28 e al 20%. Aprire le porte della propria casa a uno studente straniero significa conoscere una nuova cultura, nuove tradizioni, cambiare la propria percezione di quello che si dava per scontato: dalla situazione dei diritti umani, alla storia, a tutto quello che viene insegnato a scuola, nei 4 angoli del mondo.

Che cosa spinge una famiglia ad accogliere? Sempre secondo una ricerca che IPSOS ha realizzato qualche tempo fa per Intercultura, ospitare un adolescente da un altro Paese comporta, per il 19% degli intervistati, un momento di confronto culturale, per il 18% rappresenta una crescita personale ed interiore, mentre per un importante 11% è uno stimolo per i propri figli per imparare a confrontarsi con una persona di un’altra cultura. Altre ragioni: quella di migliorare l’apprendimento delle lingue (10%), quella di stimolare i propri figli, a loro volta, ad usufruire di una simile esperienza formativa all’estero (8%) e quella di far conoscere la nostra cultura e le nostre tradizioni (6%).

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