Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma dal 26 marzo la 3°ed.

La terza edizione dell’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma aprirà al pubblico dal 26 marzo fino al 23 aprile 2017 presso il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini. La Triennale verrà ospitata anche in sedi collaterali quali il Palazzo Velli Expo e la Fondazione Venanzo Crocetti.
Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dalla società Start, con la gestione e l’organizzazione del Gruppo Arthemisia, la mostra – curata quest’anno da Gianni Dunil – è allestita su circa 1000 metri quadrati, con 235 artisti e 253 opere esposte. Come sostenuto da Vittorio Sgarbi autore della prefazione al catalogo della mostra “il grande merito della Triennale romana è quello di coinvolgere, in ogni edizione, un notevole numero di artisti provenienti da tutto il mondo favorendo lo sviluppo delle arti contemporanee”.
“Aeterna”, questo il tema trattato dalle opere, auspica ad una rinascita dell’artista, il vero “homo novus” capace di risvegliare la civilta’ e di reinterpretarla. Gran parte dell’esposizione sarà incentrata sulla modalità di approccio verso il divino, il trascendente, con simboli, rinvii e rimandi ad una dimensione spirituale pura, incontaminata. L’astrazione diviene il mezzo espressivo principale per tradurre l’indicibile, ecco quindi l’installazione di tre ologrammi luminosi di Rossella Pezzino De Geronimo in cui la rarefazione delle immagini raggiunge esiti di sublimazione massima: sui display gli ologrammi fluttuano inscritti tra un quadrato (simbolo di materia) e un cerchio (simbolo di perfezione) e proiettano un uroboro (simbolo di eternità) che si dissolve nell’acqua; da quest’ultima, elemento di purificazione, nasce una fenice che a sua volta si trasforma in uovo (simbolo di nascita). Archetipi e Alchimia divengono quindi la chiave di lettura guidando lo spettatore verso l’invisibile, dove terreno e divino convivono.
La spiritualita’ è il tratto distintivo dell’intera rassegna costellata di istallazioni, dipinti, fotografie. Tra queste ultime sono da segnalare i cinque scatti di Aline Coquelle, fotoreporter, testimonianze tratte da diverse parti del mondo e raffiguranti per lo più immagini di grandi saggi di tribù africane. Se da un lato tali opere evidenziano l’interesse antropologico dell’artista, dall’altro disvelano una inesauribile fecondità di miti e una ricerca universale del divino che si traduce in diversi linguaggi.
Il concetto di effimero e fugace viene trattato anche dal filone figurativo che, seppur residuale in esposizione, è rappresentato da composizioni in cui è prevalente il concetto di transitorietà come la serie dei “Soffioni” della giovane artista Vittoria Malagò autrice di miniature in cui i fiori vengono colti nel momento in cui perdono i loro pistilli assurgendo a simbolo di questo mondo mutevole, precario, connotato da aspettative fallaci.
Proprio la mancanza di punti di riferimento apre la strada a opere ironiche e sarcastiche che si risolvono nella parodia del concetto artistico come le composizioni di Sabrina Bertolelli, presente in varie edizioni della Biennale di Venezia. Con “La presa-a present for you” Bertolelli combina i due concetti di “presa” e “present/regalo” realizzando una installazione in cui al centro dell’opera diviene protagonista una normale presa della luce ed accanto a essa dei nastri rossi con una coccarda trasformano quello che vorrebbe essere la riproduzione di un comune brano di muro in un regalo allo spettatore, configurando uno slittamento semantico tra opera d’arte e semplice materia. Oltre a Sabrina Bertolelli anche Pier Domenico Magri, Aldo Basili e Roberto Miniati, in mostra alla Triennale, risultano esser stati invitati a diverse edizioni della Biennale di Venezia.
Il premio, previsto in questa edizione, verrà consegnato il 3 aprile da una giuria costituita da Jas Gawronski (presidente), Gianni Lattanzio e Stefania Pieralice. “Il titolo ‘Aeterna’ – spiega quest’ultima, critica d’arte – si rifà alla filosofia estremamente nuova del professore Daniele Radini Tedeschi. Le riflessioni della mostra ripetono le idee fondanti di questo movimento che si chiama Estetica Paradisiaca. Una riforma di natura artistica, ma anche di natura sociale che segue le ultime avanguardie novecentesche e si basa sul concetto di effimero contrapposto a quello di eterno, quindi come le arti visive danno attualmente una risposta a questo relativismo dei valori sociali tendenti ormai ad un individualismo tecnologico privo di un gusto estetico oggettivo. Nel panorama attuale dove non ci sono correnti artistiche dominanti, dove ogni artista in realtà segue un po’ le motivazioni interiori del proprio essere, c’e’ un azzeramento formale di un linguaggio artistico, l’Estetica Paradisiaca cerca di dare una risposta a questo azzeramento formale e a questa linguistica dell’incomunicabilita’.
Nel libro che è uscito qualche anno fa scritto da Daniele Radini Tedeschi e ripreso dal curatore Gianni Dunil la risposta è che gli artisti dovrebbero tornare un pochino a scoprire se stessi a lavorare come delle api che laboriosamente lavorano nelle arnie portando il miele, cioè si dovrebbe tornare ad un collettivismo, il collettivismo dovrebbe prevalere rispetto all’ego di ogni artista. Oggi ci troviamo in un periodo dove ogni artista cerca di affermare prima di tutto la sua persona e poi la sua arte. Ecco l’artista dovrebbe rinunciare alla propria ‘esaltazione’, al proprio egocentrismo, e tornare ad un valore assoluto e puro di arte”. Durante il periodo espositivo sono previste presentazioni di libri presso la Sala Verdi del Complesso del Vittoriano per riflettere sull’attuale panorama culturale: è il progetto “Triennale libri“, novità di questa terza edizione. Ad aprire tali rubriche, il 1 aprile alle ore 15.00, è fissata la presentazione del libro “The Italian dream: wine, heritage, soul” a firma di Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli con il supporto fotografico di Aline Coquelle, volume dedicato al nostro patrimonio e alla bellezza ineguagliabile della Penisola. Il pomeriggio del 3 aprile, alle ore 17.00, Show Eventi di Leopoldo Chizoniti promuoverà la presentazione del libro dell’artista Alberto di Fabio dal titolo “Nei cieli della mente” con relatore il prof. Claudio Strinati. A conclusione del 3 aprile l’Onorevole Gianfranco Rotondi presenterà, alle ore 18.00, il suo volume “Meglio La Casta. L’imbriglio dell’antipolitica“.
In data 8 aprile si terranno ulteriori tre presentazioni di libri: alle ore 16.00 Show Eventi di Leopoldo Chizoniti sosterrà la presentazione del catalogo monografico “Steno, l’arte di far ridere” con relatori, oltre ai curatori, Carlo ed Enrico Vanzina; alle ore 17.00 sarà previsto l’incontro dedicato al volume “Paradiso Occidente” scritto dal prof. Stefano Zecchi con relatori, oltre all’Autore, Roberta di Casimirro e Simonetta Bartolini; alle ore 18.00 sarà presentato il libro “Le lenzuola del potere” con prefazione del Presidente On. Silvio Berlusconi a firma di Michele Cascavilla e Roberto Alessi, con relatore, oltre agli Autori, Rita dalla Chiesa.

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