La quarta rivoluzione

Vi siete mai chiesti cos’è un libro elettronico? Quali sono le differenze fra un libro a stampa e un libro elettronico? E soprattutto, in un mondo in cui ormai la tecnologia e gli schermi di ogni tipo ci circondano, ci avvolgono e fanno parte della nostra vita quotidiana, quale sarà il futuro del “libro”?

A queste e a molte altre domande risponde il libro La quarta rivoluzione. Autore è Gino Roncaglia professore di informatica applicata alle scienze umanistiche e di applicazioni della multimedialità alla trasmissione delle conoscenze presso l’Università della Tuscia di Viterbo.
Perché intanto l’autore parla di “quarta rivoluzione”? La prima, nella storia dell’uomo, è stata senz’altro l’introduzione della scrittura, la seconda è il passaggio dal volumen, ossia il rotolo, al libro paginato, la terza è la stampa e la quarta è l’avvento del medium computazionale per rappresentare i testi e la conoscenza in generale, cioè il periodo storico che stiamo vivendo ora.

Siamo talmente abituati a vivere con i libri, a tenerli in mano che ormai fanno parte di noi e non li consideriamo una tecnologia quali invece essi sono. Il libro, secondo l’autore, è il supporto del testo cioè è quel mezzo che funge da interfaccia fra noi e il contenuto che esso propone. Quindi perché non cambiare il supporto? Ed ecco che si arriva al libro elettronico che però, deve rispondere a particolari modalità di fruizione e soprattutto ai requisiti di mimicità ed autosufficienza: deve cioè ricordare l’uso del libro a stampa e fare in modo che chi legge non senta la necessità di stampare ciò che sta leggendo utilizzandolo con comodità. Il concetto di libro elettronico o e-book si può suddividere in tre componenti principali: hardware cioè il lettore che si utilizza, l’interfaccia di lettura che va a mediare fra il livello hardware e il successivo livello software che altro non è che il testo, il contenuto di cui si vuole fruire.

Roncaglia sottolinea però che un libro elettronico non è un testo elettronico: il primo è qualcosa che si adegua al device che lo supporta, il secondo è un classico documento di Word, o un file in formato pdf. Il libro elettronico ha un occhio di riguardo, per così dire, per la parte strutturale e utilizza tecnologie come HTML, CSS e XML per garantire il reflow, cioè l’adattamento della pagina ai contenuti. Il testo elettronico come il pdf invece è più orientato all’aspetto presentazionale e ci fa vedere la pagina come risulterà una volta stampata.

I lettori hanno anch’essi avuto la loro evoluzione: dopo vari tentativi passando per un hardware poco maneggevole e dagli schermi a fosfori verdi si è arrivati alla tecnologia e-ink ed e-paper. In soldoni, tra due strati di plastica viene inserita una sostanza oleosa al cui interno sono contenute della particelle che possono essere caricate positivamente o negativamente dalla corrente elettrica: quando vengono caricate positivamente assumono il colore nero, quando negativamente il colore bianco. La cosa rivoluzionaria è che una certa configurazione (di una pagina, di una immagine ecc.) una volta effettuata può essere mantenuta senza l’ausilio di corrente elettrica con notevole risparmio di energia e di autonomia del dispositivo. Da qui sono scaturiti i lettori come il Kindle, Kobo e molti altri.

I problemi da risolvere sono ancora molti: dalla gestione dei diritti cioè i cosiddetti DRM (Digital rights management) alla visualizzazione dei colori e di oggetti multimediali su un hardware che attualmente è ancora in fase di sviluppo; ma il futuro secondo Roncaglia è già qui. Sapremo rinunciare alla carta e accogliere questa nuova interfaccia?

Alberto Krebel H.

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