La Serpara: un nuovo libro sul Giardino d’Artista

Intervista all’autore Marco Trulli

In occasione del Ventennale della nascita del Giardino della Serpara sito a Civitella d’ Agliano l’omonima Associazione Culturale che ne cura il calendario degli eventi ha deciso di pubblicare un nuovo libro per raccontare con spirito rinnovato la complessa storia e struttura dell’incantevole sito.
Abbiamo intervistato l’esperta penna del Presidente Marco Trulli, operatore culturale presso Arci Viterbo, curatore d’arte contemporanea e redattore del nuovo scritto.

Salve Marco, sono passati 10 anni dall’uscita del primo catalogo ragionato sulla Serpara edito da Kehrer Verlag, il Giardino ha ospitato diversi interventi artistici mutando il proprio assetto, fregiandosi di varie firme, ampliando la propria collezione d’opere a cielo aperto. Sono tanti gli elementi per un nuovo libro.

Si, ad oggi il repertorio artistico visibile alla Serpara conta ben 31 autori che hanno omaggiato il giardino con opere site-specific, e ci si riferisce unicamente a quelle permanenti. Dovessimo contare anche gli interventi estemporanei il numero dei contributi artistici salirebbe.
Il vecchio catalogo essenzialmente si risolveva in un’antologia di saggi con l’aggiunta di una raccolta fotografica che riuniva gli scatti di diversi professionisti; quest’anno, invece, l’intento è stato quello di creare uno scritto capace di restituire un’idea complessiva del giardino più definita, e un’immagine più fresca dei suoi luoghi tramite un racconto che potremmo definire plurale.
In apertura un testo di Andreas Pardey presenta il giardino riflettendo sull’evoluzione artistica del suo autore Paul Wiedmer.
L’artista iItaliano d’azione ma d’origine svizzera, esponente di una tradizione scultorea mittle-europea, concepisce il progetto de La Serpara come un ibrido tra arte ambientale, progetto curatoriale, arena ideale in cui arte e natura si raccontano fondendosi.
Il nesso col territorio è fondamentale perché spiega come La Serpara sia un “concentrato di storie”: più precisamente la storia dell’incontro tra quei paesaggi della Tuscia tanto affascinanti quanto diversi da quelli del centro Europa, si pensi ai luoghi di Bomarzo e Villa Lante, e il genio visionario di Wiedmer.
Il giardino è un paesaggio di paesaggi.

Qual è il giusto approccio per cogliere l’essenza di un luogo così complesso?

Ho dedicato buona parte del libro a questo tema: il concetto della visione di un luogo come questo creato per stimolare lo sguardo ed educare alla percezione.
La Serpara è innanzitutto il diario di Paul Wiedmer: rispecchia la sua passione per l’Oriente sia nelle scelte botaniche, che tendono alla commistione di diversi stili di giardinaggio, che nella filosofia stessa del giardino. Le piante sono come sculture e la scultura è botanica artificiale.
Ma la questione che merita più attenzione nell’analisi critica di un intervento artistico di tale importanza è la sedimentazione di diversi livelli che hanno trasformato interamente il paesaggio e creato uno spazio nuovo.
Primo dell’arrivo dei Wiedmer nell’83 solo una valle selvaggia campeggiava nell’area che poi fu giardino. Nel 97, quando la famiglia inaugurò l’apertura de La Serpara Wiedmer realizzò di fatto una “inversione di cultura”: non fu il cemento a cambiare l’assetto paesaggistico, bensì fu la natura ad influenzare l’estro creativo.
Ma non fu un esempio isolato: al tempo già altri artisti avevano eletto la natura a mezzo espressivo della propria arte. Il tedesco Joseph Beuys, ad esempio: influenzò fortemente tanto Wiedmer come pure Daniel Spoerri nel frattempo impegnato nella creazione di Hic Terminus Haeret presso Seggiano, che tanto ricorda il Giardino di Wiedmer.
Queste esperienze testimoniano come l’insediamento dell’uomo e l’esercizio della sua inventiva in paesaggi rurali possa avvenire senza stupri artificiali, senza prepotenze, senza subordinazioni, in comunione con la natura.
Il libro ha voluto riunirle per raccontare un inedito approccio effettuando un confronto anche con altri esempi presenti sul territorio italiano e nel resto del mondo. L’ intento principale è stato quello di sondare la potenza creativa dell’arte ambientale e narrare le sue suggestioni.

Possiamo definire il libro come la restituzione di uno sguardo poliedrico al giardino?

È esattamente questo. Difatti la terza parte del libro è dedicata ad un’intervista collettiva a diversi personaggi: dagli scrittori a professori universitari, da pittori agli artisti vicini a Paul Wiedmer quasi a voler creare anche nello scritto la sensazione di pluralità ed eterogeneità che caratterizzano gli spazi del giardino.
Non manca una fornitissima appendice fotografica curata da Francesco Galli.

La Serpara resta sempre un giardino di proprietà privata. Quali sono i rapporti col territorio e gli abitanti?

Nonostante il suo carattere privato, i Wiedmer hanno deciso di gestire questa proprietà conferendole estrema libertà di utilizzo:
è aperta 2 volte all’anno e accoglie in maniera indiscriminata chiunque voglia visitarlo offrendo cibo e bevande gratuite. L’ Associazione Culturale La Serpara, che ne gestisce gli eventi, conta molti membri provenienti da Civitella d’Agliano e costituisce il punto di riferimento per molti giovani del territorio.
Ogni anno ospita incontri e talk con artisti aderendo all’AMACI per la Giornata del Contemporaneo, alle iniziative della ScultureNetwork che con il NewYearsBrunch apre l’anno per tutte le realtà di scultura in giro per l’Europa.
In più per 2 volte l’anno ospita in residenza degli artisti, in collaborazione con la piattaforma Cantieri D’arte, le cui opere vengono inaugurate in occasione della Festa della Pentecoste agli inizi di Giugno.

Il libro che sta curando uscirà per la fine di maggio, la pubblicazione sarà supportata da un’attività di Crowfunding. Ci dia qualche dettaglio.

In qualità di Presidente dell’Associazione e in accordo con l’artista proprietario Paul Wiedmer si è pensato che questa fosse la strada migliore per valorizzare il senso di partecipazione di tutti coloro che ogni anno visitano il giardino. La Serpara deve essere vissuta come un patrimonio collettivo e la piattaforma di Crowfunding dà modo di contribuire all’uscita del libro e al contempo dà diritto all’usufrutto di specifici benefits; la scelta è tra una copia del libro, una bag, la tessera associativa annuale, una o più stampe d’artista.

Ricordiamo che il libro è disponibile in italiano, inglese e tedesco e acquistabile sul sito di Produzioni dal basso .
In appendice sono presenti le vite di tutti i 31 artisti che hanno lavorato al giardino e una dettagliata cronistoria che ne ripercorre tutti i passi evolutivi.
Qui di seguito i vari siti di riferimento su cui consultare il progetto e un video che narra tutto il fascino del giardino.

Giovanna Calabrese

https://vimeo.com/75145538

https://www.produzionidalbasso.com/project/la-serpara-1997-2017-il-libro/

http://www.serpara.net/

https://www.facebook.com/laserpara/

https://www.thatscontemporary.com/artinresidence/places/cantieri-darte-la-ville-ouverte/9469/

http://artecantieri.blogspot.it/2012/07/mantra.html

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