La tutela del diritto alla casa

 

Parleremo oggi di diritto alla casa e assieme all’Avv.Piera Angius del foro di Viterbo vedremo cosa prevede la nostra Costituzione e le più recenti norme in materia.

A livello internazionale il primo documento normativo che prende in considerazione il diritto alla casa è la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 che all’art.25 dispone che: ”Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione…”.

Nella nostra carta costituzionale non esiste una espressa menzione del diritto alla casa ma è possibile individuare al suo interno dei valori che ne garantiscono la tutela. Citiamo l’art. 14 che tutela l’inviolabilità del domicilio, l’art. 29 che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e in altri articoli come l’art. 31 che sostiene l’importanza dell’aiuto alle famiglie da parte della Repubblica attraverso “misure economiche e altre provvidenze” ed infine l’art. 32 che qualifica il diritto alla salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” e questo può essere collegato al concetto di salubrità dell’abitazione. La stessa Corte Costituzionale ha evidenziato nella sua pronuncia n.217/1988 come questo diritto rientra fra “i requisiti essenziali caratterizzanti la socialità cui si conforma lo stato democratico voluto dalla Costituzione (…)”.

Il diritto alla casa è bilanciato, se così possiamo dire, dal diritto alla proprietà; deve essere tutelato cioè chi prende in locazione una casa ma anche chi la casa in locazione la concede cioè il proprietario. Il diritto alla proprietà è tutelato dall’art. 42 della nostra carta costituzionale ma così come l’impostazione della carta intera è orientata allo stato sociale e alla sua realizzazione, anche questo articolo è costruito in modo che la tutela che garantisce abbia una “funzione sociale”.
Ribadiamo che, come anche nei precedenti articoli, non abbiamo qui la presunzione di sviscerare in maniera esaustiva una materia che è molto vasta e complessa; ci limitiamo a dare dei cenni che possono però far comprendere meglio a chi è interessato come funziona il diritto alla casa secondo la legge italiana.

Per quanto attiene le politiche abitative, il Decreto legge 47/2014, il cosiddetto piano casa, ha introdotto tra le misure più salienti il fondo a sostegno per gli affitti e il fondo per la morosità incolpevole.

Per quanto riguarda il primo è stato previsto che il 25% venga destinato ai nuclei familiari più deboli soggetti a sfratto per finita locazione e quindi i conduttori con un reddito annuo inferiore a 27.000€ con figli a carico o con persone a carico ultra 65enni o portatori di handicap sono diventati i destinatari a patto ovviamente di partecipare al bando pubblico emesso dal comune di residenza.

Il fondo per la morosità incolpevole viene attivato quando vi sono delle sopravvenute impossibilità a fare fronte al pagamento del canone locativo come ad esempio la perdita del lavoro. I nuclei familiari che si venissero a trovare in una delle situazioni previste dalla legge possono usufruire di questi fondi fino ad un importo massimo di 8000€ annui sempre partecipando ai bandi dei comuni che hanno in gestione questi fondi.

Come abbiamo detto prima questi sono dei cenni sulla tutela del diritto alla casa secondo la legge del nostro paese; in un prossimo articolo approfondiremo il tema delle occupazioni abusive e degli sfratti. Stay tuned!

Alberto Krebel H.

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