Lavorare nell’ industria del web

Si è svolto ieri il seminario dal titolo “lavorare nell’industria del web” promosso da Porta futuro Lazio presso la sede dell’Università della Tuscia in Via S.Maria in Gradi a Viterbo.
Relatore dell’incontro è stato il dott. Angelo Simone, ex pubblicitario della “vecchia scuola”, come la definisce lui, che svolge l’attività di consulente digitale per importanti aziende tra cui Citroen Italia di cui è attualmente General Manager.
Il seminario ha visto la partecipazione sia di studenti dell’Università della Tuscia, sia delle scuole superiori di Viterbo.

industria del web

Il dott.Simone ha fatto una carrellata spiegando cosa significhi oggi lavorare nell’industria del web, di come, per fare un esempio, l’80% dei consumatori tedeschi compri ciò di cui ha bisogno on line e di come solamente il 6% delle aziende italiane venda in rete; è ovvio, ha affermato il professionista, come ci siano ampi spazi di sviluppo in questo settore.

Secondo dati forniti da Google il nostro mondo è sempre più digitale e si basa su tre grandi pilastri che il colosso informatico americano riassume in: always on, always in, everybody is a media. Siamo cioè, soprattutto grazie all’avvento degli smartphone, sempre connessi alla rete (always on) e negli orari che vanno dalle 17.00 alle 18.00, l’orario della chiusura degli uffici, sempre secondo i dati raccolti, non ci sono picchi nella connessioni.

Siamo inoltre sempre in relazione con qualcuno (always in): amici, parenti, conoscenti lontani o vicini: quanti di noi stanno al ristorante con gli amici e magari rispondono ad un post su facebook, oppure durante la partita di calcio allo stadio postano fotografie su Instagram? Non è un giudizio sul fatto che questo sia giusto o sbagliato ma il riconoscere nella nostra società un bisogno di “comunità” che poi è il vero e proprio obiettivo con il quale è nata la rete: condividere informazioni e favorire la crescita collettiva.Tutto ciò, secondo il dott. Simone, agevolerebbe il cosiddetto smart working cioè la possibilità dello svolgimento di una attività lavorativa subordinata senza però precisi vincoli di orario o di luogo mediante utilizzo degli strumenti che la tecnologia mette a disposizione.

Inoltre, terzo pilastro definito da Google, nella nostra società ognuno di noi è un veicolo di informazioni (everyone is a media), un canale attraverso cui vengono diffuse notizie, fotografie, video cioè un medium. È facile da comprendere: ognuno di noi condivide il post del proprio amico sui social network, invia la foto che ha appena scattato con lo smartphone sul proprio profilo Instagram o attraverso un programma di messaggi istantanei come Whatsapp o Telegram, diventando veicolo esso stesso di informazioni e cioè un medium.

Ecco che quindi questi contesti vedono le aziende creare i propri siti internet per la vendita oppure creare i loro profili social per commentare, creare discussione attorno ai loro prodotti, ed emerge sempre più la necessità di nuove figure professionali che accontentino questa crescente richiesta: sviluppatori e programmatori di siti, graphic designer che curino l’aspetto, l’impatto che sull’occhio di chi guarda avranno i prodotti pubblicizzati online.

E ancora: blogger che costruiscono narrazioni, storie attorno all’azienda e alla sua merce in modo da rendere quest’ultima affascinante e

industria del web

desiderabile, social media manager che curano la presenza dell’azienda sul o suoi social prescelti per promuovere non la vendita, attenzione, ma la discussione attorno all’azienda stessa, con professionalità, competenza, visione d’insieme e strategia.

In ultimo, e questo è un aspetto che il relatore ha sottolineato più volte, il lavoro sul web del professionista va sempre pagato: ha invitato tutti a non lavorare gratis, a non offrire la propria competenza con la chimera di un pagamento “fra due o tre mesi” ma di aiutare il cliente a comprendere cosa e perché sia importante il web, di condurlo passo dopo passo alla consapevolezza e quindi ad accettare il valore della consulenza professionale offerta.
Ha descritto in questo caso quale è il suo rapporto professionale con i propri clienti: niente contratti e nessuna forma scritta. ma solo il valore della parola fra gentiluomini; se però viene meno questa fiducia e a fine mese non mi paghi, io mi fermo e tu ti accorgerai ben presto quanto questo ti può costare.

Cliente avvisato…

Alberto Krebel H.

Condividi:
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.