Le nostre anime di notte – Recensione

Leggere Kent Haruf è stato un dono. Le nostre anime di notte edito postumo, lo scrittore è scomparso nel 2014, è un libro intenso, meraviglioso e autentico. Intimo. Ne è stato tratto un film con Robert Redford e Jane Fonda.

Le nostre anime di notte
Le nostre anime di notte (2015)
K. Haruf,
EnneEnne Editore, Milano.

Tra gli scritti di Kent Haruf, i volumi della Trilogia della Pianura: Canto della Pianura, Crepuscolo e Benedizione. Tutti editi per Enne Editore tra il 2015 e l’anno successivo. Tradotti da Fabio Cremonesi.

Addie Moore, vedova settantenne propone a Louis Waters, solo anche lui, di trascorrere le notti insieme a parlare e dormire. L’uomo decide di accettare. La storia inizia così. Due anziani si ritrovano a condividere un letto. Analizzando le reciproche esistenze, passano in rassegna sbagli, passioni, gioie, perdoni e scelte personali.

È un raccontare fluido, continuo, pieno di silenzi e amore implicito, non detto. Leggendo, si scopre che Louis non fu proprio l’esempio di marito ideale, che Addie dovette fare i conti con un matrimonio fatto di apparenze. Immune da emozioni forti. E ancora: la tragica scomparsa di sua figlia Connie, dalla quale suo marito Carl non si riprese mai.

La morte di Diane, consorte di Louis, che non voleva che la sua famiglia la vedesse sbriciolarsi a causa della malattia. Louis ed il suo amore per la poesia che sua moglie non comprese mai. Sua figlia Holly, troppo simile a Diane. Addie e l’aver lavorato accanto al marito come segretaria negandosi ogni ambizione.

Un parlare profondo. Senza virgole o punteggiatura. Senza fronzoli. Come quando si è consapevoli che il tempo scorre tiranno e che bisogna fare le cose che sentiamo di voler fare, dire le parole da dire alle persone che scegliamo di avere accanto e amare. Intensamente. E allora sono mani che s’intrecciano, occhi che si guardano davvero, cuori che si ascoltano. Silenzi complici. Non importa se hai settant’anni. Se la pelle non è più quella di un tempo. Se il corpo somiglia ad un rottame. L’importante è smettere di sopravvivere e iniziare a vivere. Liberi.

Sullo sfondo la città immaginaria di Holt, in Colorado. Non c’è riservatezza qui. Tutti sanno ogni cosa. E si parla. Il più delle volte senza cognizione di causa. La felicità dei due anziani genera malizia, scalpore, perplessità nella comunità. Bisogna correre ai ripari.

Intanto Gene, il figlio di Addie, si sta separando dalla moglie. In piena crisi esistenziale, lascerà Jamie da sua nonna. Il bambino soffrirà un po’ il distacco, ma troverà l’equilibrio grazie a Louis ed al cane Bonny. Le cose belle sono oggetto di forti trambusti. Sarà Gene, il figlio poco amato da Carl, ad impedire a sua madre di vedere Louis. Quella felicità fatta di essenziale sarà infranta.

Louis cesserà di passare le notti da Addie. Lei smetterà di cercarlo. Per un po’ andranno avanti così. Fingersi due sconosciuti tra tanti, che sono estranei sul serio. L’amore però, quando è vero, sfida e travolge ogni cosa. Torna sempre e non finisce mai.

Virginia Duranti

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