L’Enigma blues – i Rigmarole

Sul palco, salgono con i cappelli texani e le camicie a quadri, portando un nome enigmatico che sa di gioco: i Rigmarole sono formati da Gabriele Mazzi (“Dodo” – voce, kazoo), Ivano Claudiani (chitarra, cori), Luca Giraldo (“Rasperk” – batteria, percussioni) e Luca Valli (“Sloop” – basso, cori).
Il loro abbigliamento fa riferimento a uno stile particolare di blues, dal momento che «nella composizione dei pezzi si tiene a mente il Chicago e Texas Blues e il rock anni ’70 (amiamo i CCR), con qualche richiamo ai Led Zeppelin e contaminazioni swing. I testi sono invece ispirati da storie vere o inventate, con passaggi ironici e metafore originali».
In genere è Dodo, il cantante, che porta delle idee su cui lavorare (testi e melodie) che poi in saletta vengono arricchiti dagli arrangiamenti. Infatti, durante il processo della composizione «ognuno è libero di intervenire sui pezzi e se ci piace lo registriamo. Anche il nome ha preso spunto da un pezzo omonimo che Dodo propose al gruppo. Dopo qualche ora dall’inizio della lavorazione del pezzo, ci siamo guardati dicendo: perché non ci chiamiamo Rigmarole?”»
Da allora sono passati 14 anni, ma non li troverete facilmente ai festival e alle competizioni locali, a cui hanno partecipato solo i primi anni, perché «anche se possono essere una valida vetrina per gli emergenti, non ci piace la logica della competizione musicale e dei tempi stretti, che non incoraggiano la spontaneità. Preferiamo avere uno spazio tutto nostro, dove divertirci e goderci il rapporto con il pubblico, anche quando si tratta di poche decine di persone».
Quest’anno tuttavia hanno fatto un bel passo avanti, in procinto come sono di concludere il loro cd, prodotto l’anno scorso e anticipato nell’estate del 2012 da “Rigmaenigma 1/2”, con 5 pezzi. I suoni nascono da un clima armonioso, affermano i bluesman, infatti «le prove sono sempre divertenti: da 14 anni facciamo 1 o 2 prove a settimana senza sosta. Anche quando Rasperk stava all’estero, ci siamo organizzati in videoconferenza.
Lo stavamo già per perdere al primo concerto del gruppo… A Ronciglione nel 2003, non appena saliti sul palco, Rasperk è sparito dietro le quinte, sprofondando sotto al palco per il cedimento di una tavola. Dopo si è ritrovato a suonare malconcio per tutto il concerto».
Con il loro territorio hanno un rapporto affettuosamente complicato, tanto più che la Tuscia è il palco dei Rigmarole da molti anni: «L’abbiamo vista cambiare molto. Oggi però non esiste ancora un tessuto musicale organizzato e propositivo. La musica live è fruibile nei pochi locali che scommettono su questo tipo di intrattenimento, spesso anche con apprezzabile successo. Viterbo potrebbe fare molto di più nelle manifestazioni organizzate, considerando le band come professionisti. Per ora preferiamo affidarci agli amanti della musica facendoci conoscere col passaparola».


Per info e concerti: https://www.facebook.com/rigmarolevt

Lavinia Marnetto

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