L’IISS “C.A. Dalla Chiesa” rende omaggio a Totò

Il 1 giugno nell’ambito della Settimana dello studente e delle attività formative previste dal programma “Custodire la terra, coltivare l’umanità”, elaborato per l’adesione alla rete nazionale delle scuole associate UNESCO, presso l’IISS “C.A. Dalla Chiesa” di Montefiascone, si è svolto un incontro per rendere omaggio ad un grande italiano, a cinquant’anni dalla sua scomparsa.
Si è trattato nientedimeno che del “principe della risata”: Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, in breve Antonio de Curtis.
Alla presenza del regista Pino Galeotti è stato proiettato il docufilm “Antonio De Curtis, in arte Totò”, realizzato per il ciclo “Italiani” curato da Paolo Mieli per RAI Storia.
La prima parte del lavoro ricostruisce la vita e l’attività teatrale e cinematografica del comico a partire dalle prime esperienze nel quartiere Sanità a Napoli, dove nasce nel 1898, fino alla collaborazione artistica con Pier Paolo Pasolini e alla morte avvenuta nell’aprile del 1967 a Roma. Successivamente si approfondisce il rapporto che lega il grande comico napoletano alla sua città. La terza parte, invece, mette a fuoco i problemi relativi alla vera o presunta nobiltà di Antonio de Curtis. La quarta parte, infine, tratta del difficile rapporto di Totò con il cinema d’autore e sottolinea l’importanza del suo incontro con una personalità del calibro di Pier Paolo Pasolini. Oltre alle testimonianze di molti attori, che hanno lavorato con il comico napoletano, il documentario è costruito sulle interviste a Giancarlo Governi, giornalista e scrittore che in anni recenti ha dedicato a Totò diversi scritti e numerosi lavori televisivi; a Nello Mascia, noto attore e regista napoletano; all’antropologa Amalia Signorelli, studiosa della cultura del Meridione e specialmente dell’area campana; al critico cinematografico Alberto Anile. Per Governi “la grandezza di Totò è stata quella di aver fatto conoscere Napoli in Italia e nel mondo, rifacendosi al filone pulcinellesco della Commedia dell’Arte e alle farse ottocentesche del grande Eduardo Scarpetta.” Nello Mascia, invece, ci restituisce di Totò un’immagine ancora viva e vibrante, fortemente radicata nell’animo della città “E’ come se fosse ancora tra noi, nelle vie, nelle piazze e nei quartieri. Totò a Napoli non è mai morto.” Per Amalia Signorelli i rapporti di Totò con la cultura di provenienza sono da ricercarsi soprattutto “nell’arte di arrangiarsi, di trovare una soluzione comunque vada e nel particolare rapporto del comico napoletano con la fame e con il cibo.” Alberto Anile approfondisce il problema del mancato riconoscimento del cinema d’autore a Totò “L’attore napoletano è stato un grande del nostro cinema, ma avrebbe potuto esserlo ancora di più se invece di interpretare tante, troppo pellicole di scarso valore fosse stato assecondato da produttori, sceneggiatori e registi con storie cinematografiche di maggior livello artistico”.
Durante l’incontro con gli studenti Pino Galeotti ha parlato delle sue origini viterbesi, del suo rapporto con Totò e con la sua visione teatrale della vita. Gli studenti hanno seguito con attenzione ed interesse, stimolando il regista con domande e riflessioni pertinenti e originali.
L’incontro s’inserisce nel progetto “Custodire la terra, coltivare l’umanità” che – come ha spiegato il presidente del Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia Luciano Dottarelli – mira alla formazione di una cittadinanza attiva, ispirata all’idea della cultura come confronto, apertura all’alterità e all’universalità a partire da un profondo radicamento, consapevole e critico, nella propria identità.
I prossimi incontri saranno con Paolo Pelliccia, commissario straordinario del Consorzio Biblioteche di Viterbo (A che ‘servono’ i libri?) e con Alessandro Maurizi, sovrintendente capo della Polizia di Stato e Direttore generale di “Ombre” Festival (Legalità, mafia e terrorismo).

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