L’Indio, il pellerossa della Tuscia

L’“Indio” è un musicista di strada originario di Tarquinia, un signore dai capelli lisci e lunghi, da far invidia a qualsiasi adolescente, che sfoggia un sorriso pacifico (“sono come la donnola che non ha nemici naturali”) e un paio di occhiali tondi anni ‘70. Gira nei borghi della Tuscia con la sua chitarra e la fisarmonica a bocca e non ama rispondere alle interviste, quindi vi consiglio di evitare di chiedergliele. Infatti ho deciso di raccontarlo genericamente, senza svelare il nome, dal momento che è già conosciuto e apprezzato in tutto il territorio e che il suo atteggiamento di vita anti-commerciale è fuori dal comune.
Nonostante il suo fare schivo, che nasce dall’essere distante mille anni dal capitalismo e da qualsiasi scelta che non rispetti la natura (è stato anche direttore di un canile municipale), l’Indio è un personaggio molto noto in ambito Tuscia, che gira con il suo pulmino per esibirsi in strada con la chitarra, e il suo look da indiano d’America (su Fb si vede che non è un travestimento, ma un vero stile di vita ispirato ai pellerossa vestiti con le frange e le piume, con l’unica compagnia dei lupi).
Proprio quest’anno ha fondato il Festival Hippie a Calcata “Peace and Love“, alla sua I edizione nel mese di marzo attirando nostalgici da tutta Italia, insieme a giocolieri, musicisti, e artisti di strada (questa la pagina fb, in attesa della seconda edizione prevista per la prossima primavera https://www.facebook.com/Peace-Love-1-Festival-hippie-a-Calcata-1204469702934250/ ). Questo borgo immerso nella Valle del Treja a 40 km da Roma è detto il “borgo degli artisti”, proprio perché lo abitano artigiani di tutti i tipi, che espongono anche nei boschi, motivo per cui qualcuno lo chiama anche il “borgo degli hippies e delle streghe”.
Non è difficile dunque incontrare anche questo musicista qui e in altri paesini del Lazio, tra piazze e bar, cantare un repertorio vario, che prevede sempre chitarra e fisarmonica, da solo.

Artista di strada. Vivo come gli indio americani. La musica nutre il mio corpo, l’amore il mio spirito

 

Lavinia Marnetto

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