L’isola Bisentina aperta al pubblico

È in occasione delle annuali Giornate di primavera organizzate dal FAI che è stata aperta al pubblico per soli due giorni l’isola Bisentina, la perla del Lago di Bolsena.

L’iniziativa più unica che rara, visto che l’isola è di proprietà privata ed interdetta al pubblico da molti anni, è stata resa possibile grazie al recente acquisto da parte della fondazione Luigi Rovati che ha concesso la visita ai soli soci FAI nelle giornate del 24 e 25 marzo 2018.

L’isola di circa 17 ettari è situata nella parte ovest del lago è di forma triangolare ed ha una storia antica ed affascinante. I primi segni della presenza umana sull’isola risalgono alla preistoria e successivamente all’epoca etrusca; successivamente, come l’isola Martana, anche l’isola Bisentina diventa per le popolazioni di Bisenzio rifugio dalle invasioni dei barbari.
Nel 1261 dopo l’abbandono della famiglia Aldobrandeschi a causa di controversie con gli abitanti locali, passa sotto il dominio della Chiesa ma viene distrutta attorno al 1333 da Ludovico il Bavaro che era stato scomunicato dal Papa.
L’isola diventa poi proprietà della famiglia Farnese, successivamente ricade nuovamente sotto il dominio ecclesiastico per passare poi alla famiglia dei Principi del Drago, fino all’attuale proprietario.

Sull’isola è possibile ammirare splendide opere d’arte tra cui numerose antiche chiesette, cappelle e oratori immerse tra splendidi olivi secolari e paesaggi romantici ed incantevoli. Le chiese sono addirittura sette e in quella chiamata “della Trasfigurazione”, che abbiamo potuto visitare, sono conservati numerosi antichi affreschi in ottimo stato di conservazione. Tra questi, ovviamente una Trasfigurazione di Gesù da cui l’edificio prende il nome, raffigurazioni di Papa Pio I e II, di Mosè e del profeta Elia. La chiesa principale, al centro del complesso edificato dell’isola, e che attualmente è in fase di messa in sicurezza a causa dei molti anni di scarsa manutenzione è dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo e ha come suo punto forte una cupola attribuita ad un allievo del Vignola.

La visita guidata dai volontari del FAI è stata una occasione preziosa per poter ammirare un gioiello prezioso del patrimonio artistico e storico del nostro paese. Ci auguriamo che l’attuale proprietario voglia continuare nell’opera di conservazione e restauro iniziata e permetta al più presto l’apertura al pubblico affinché in molti possano ammirarne la bellezza.

Alberto Krebel H.

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