Michele Villetti “Fox”, il batterista delle volpi

Batterista, percussionista, compositore e libero pensatore di Viterbo, del 1984, Michele Villetti vanta collaborazioni nazionali e internazionali nel jazz, pop, progressive e world. Appartiene a quest’ultima categoria il suo primo disco da solista pubblicato nel 2014: “MASILEYO SOUND, soundtrack for a real life”. Rimasto per oltre un anno nella classifica dei Best Sellers in World Music su I-Tunes, ha ricevuto i complimenti dal M° Ennio Morricone, che lo ha definito “un eccellente lavoro”. Nello stesso anno, la natura lo ha ricambiato. Di norma i jazzisti si fanno chiamare “cats”, ma il polistrumentista ha un preciso animale totemico che lo rappresenta: dalla comunità dei musicisti si fa chiamare “Fox”, da quando nel 2014, nell’anno del suo album dedicato alla natura, riesce ad avvicinare la prima volpe selvatica (nel viterbese lo chiamano “l’uomo delle volpi”, http://www.centrometeoitaliano.it/scienza-e-tecnologia/michele-villetti-l-uomo-delle-volpi-che-vive-nel-viterbese-18-11-2015-33431/ ).
L’amore per i boschi e gli animali lo guida nei suoi progetti musicali e nella vena artistica, già nel suo sito personale, http://www.michelevilletti.it/, dove si viene accompagnati in mezzo a montagne ghiacciate e distese d’acqua, introdotti alla sua carriera da “Welcome to my Universe”.
La sua è una ricerca che lo porta lontano dal conformismo della musica di Sanremo. Un gioco al ribasso dei gusti musicali che reputa studiato dall’industria discografica per fini economici, dal momento che in tutte le edizioni precedenti appare chiara «la volontà di controllo dei gusti musicali del pubblico, ottenuta con canzoni simili, che mirano unicamente al guadagno».
«Il mio rapporto con la Tuscia – spiega a proposito del suo Universo – è come quello con una donna che tanto ami, ma che allo stesso tempo ha delle parti del suo carattere che per me sono davvero insopportabili. Mi voglio soffermare ora sugli aspetti positivi. Quello che amo profondamente della Tuscia sono i boschi e la natura, compresa la sua stupenda fauna. La mia musica non può fare a meno di prendere spunto dalle meraviglie del territorio. Amo camminare in solitaria sul monte Palanzana, o alle cascate di Pasolini a Chia almeno una volta alla settimana. Per non parlare dell’acqua Rossa e delle sue cascate, del lago di Vico, della faggeta e di tanti altri paradisi terrestri. In questi luoghi ci sono verità che solo pochi attenti possono capire. La Tuscia è un dono divino che va preservato e conosciuto. Il lato negativo purtroppo è che ci sono fior fiori di musicisti che sono orfani di teatri che non funzionano (nove, quelli abbandonati), e così la società rischia di chiudersi in uno stato di disinteresse».
C’è però ancora uno spazio in cui gli artisti si ritrovano per provare a migliorare la situazione culturale del Paese. Si chiama “Repubblica delle arti”: un luogo fisico e mentale, dove ognuno può «elevarsi spiritualmente, in armonia con la natura, unica vera patria di ogni specie. Questi “salotti degli eruditi” sono luoghi dove artisti e persone parlano di filosofia ed estetica e di come liberarsi dalla macchina dell’industria culturale», spiega il musicista. Viene ideata nel 2008, quando un gruppo di studenti rimane affascinato dalla “Repubblica delle lettere”, un movimento di intellettuali che avevano come obiettivo quello di portare il lume della conoscenza nei popoli. Il gruppo si riunisce nello studio di Michele Villetti, chiamato “art republic foundation” (https://www.facebook.com/theartrepublicfoundationstudio/?__mref=message_bubble).

Prossimi eventi:
– 2 aprile: With CAT collective, Teatro Vascello (RM)
-14 aprile: Antonio Apuzzo “Strike!”, 28 Divino Jazz Club (RM)
-22 aprile: “Strike!!!” live in Berlin, B-flat club (Berlino)

Lavinia Marnetto

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