Mina: L’addio Alle Scene

E’ il 1970 e Mina è all’apice del successo, un traguardo o per meglio dire un dono, che come ha spiegato in una chiacchierata con Oriana Fallaci è arrivato da sé: “Il fatto è che non l’ho mai cercato, il successo, non ho lottato per conquistarlo, e così non l’ho mai apprezzato. A una certa età, così come all’uomo viene la barba, a me è venuto il successo…Me lo sono tenuto come si tiene un regalo di cui si ignora il prezzo, e se lo perdo pace”.
I Protagonisti della scena musicale italiana degli anni ’70 sono Lucio Battisti e Mina, i due si contendono il primato in classifica. Nell’estate del 1971 al primo posto in Italia c’è Pensieri e Parole, scritta e interpretata da Battisti, seguita da un altro pezzo del cantautore affidato alla voce di Mina: Amor Mio.
Nel 1972 Mina pubblica Grande Grande Grande. La canzone entra subito tra le prime venti posizioni della classifica italiana, per poi arrivare sul secondo gradino del podio, subito dietro a Imagine di John Lennon, e infine scivolare al terzo posto superato da I Giardini Di Marzo di Battisti e dalla stessa Mina con Parole Parole.
Il maestro Gianni Ferrio scrive il pezzo come sigla finale dello show televisivo Teatro 10 condotto da Mina e Alberto Lupo. La canzone è costruita come un dialogo tra innamorati a due voci: il cantato di Mina e il recitativo di Alberto Lupo. In una delle puntate del programma Mina ripropone Parole Parole duettando con Adriano Celentano. I due si scambiano le parti, Mina è la seducente amante pentita in cerca di perdono e Celentano l’uomo duro che non cede alle lusinghe. Nel ’74 Mina pubblica un nuovo lavoro intitolato Baby Gate e conduce la trasmissione tv Milleluci con l’emergente Raffaella Carrà. In un’intervista Mina dichiara di vivere un periodo difficile e confessa che non canterà più. La sigla finale dello show sembra confermare l’intento della Mazzini: “Non gioco più, me ne vado”… A placare la preoccupazione dei fan italiani arriva un nuovo singolo che riporta Mina in testa alla classifica e le fa piombare addosso la censura della Rai. Il brano scandaloso è l’Importante E’ Finire scritto per Mina da Cristiano Malgioglio. Il testo carico di doppi sensi non è tollerato dalla morale televisiva e il pezzo non viene trasmesso dalla Rai. La canzone diventa comunque una hit. Mina sembra averci preso gusto e continua la collaborazione con Malgioglio interpretando Ancora Ancora Ancora.
Il singolo, in parte censurato, viene scelto come sigla finale della trasmissione Mille E Una Luce. Questa è l’ultima apparizione televisiva per la Mazzini. L’interprete continua però a cantare e nel 1978 torna a esibirsi dal vivo in Versilia. Mina torna a concedersi al suo pubblico che ancora una volta rimane incantato dalla voce e dalla verve della cantante. I giornali però non possono fare a meno di criticarla, di far notare che è diventata grassa, che ormai è vecchia. La Mazzini ha solo 38 anni e le sue ossessioni sono ben diverse: la paura del palcoscenico, la stampa, il linciaggio mediatico. I concerti alla Bussola danno vita ad un album Mina Live ’78 e segnano il definitivo ritiro dalle scene.
Nonostante il ritiro anche negli anni successivi Mina sfornerà un successo dopo l’altro. Negli anni ’80 la Mazzini continua a pubblicare album, quasi uno ogni anno con cover e brani inediti. Di grande successo il duetto con Riccardo Cocciante in Questione di Feeling nel 1985 e con Fausto leali in Via Di Qua nel 1986.
Gli anni ’90 saranno ricchi di nuove collaborazioni e nuovi traguardi da raggiungere.

Anna Patti.

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