I misteri di Santa Cristina

La Festa di Santa Cristina a Bolsena è una festa patronale come tutte le altre; ogni paese ha la sua tradizione e il proprio Santo da festeggiare, ma chi viene da fuori può solo guardare ed esprimere il proprio pensiero con un semplice “mi piace” o “non mi piace”. Perché allora ogni anno la gente del posto si impegna tanto e lavora fino a tardi, per rendere speciale una festa destinata a durare poche ore? Mandare avanti una tradizione in primis e poi aggiungeremmo, per credere in qualcosa.
Prima di addormentarsi le mamme o le nonne, raccontano ai bambini e bambine, le favole della buonanotte; quelle belle con principi e principesse o quelle con gli animali come protagonisti, ma durante il periodo di Santa Cristina, almeno un tempo spesso accadeva questo, veniva raccontata la storia di questa bambina di circa 12 anni che venne rinchiusa come una bella principessa, ma non dalla strega cattiva, bensì dal padre…

La Storia di Santa Cristina

Ai tempi di Diocleziano (243-312), a Bolsena, la fanciulla Cristina venne rinchiusa in una torre assieme a 12 ancelle, affinché per volontà del padre Urbano, venerasse gli dei. La giovane, fedele in cuor suo alla fede cristiana, rifiutò l’ordine ricevuto e distrusse le statue degli dei; il gesto fece talmente infuriare il padre, che ordinò che la giovane venisse torturata. Ricevuti gli ordini, le guardie inflissero alla giovane le peggiori crudeltà, tra le quali la ruota sotto la quale ardevano le fiamme. Tutto ciò non servì a farle cambiare idea e una volta ricondotta nella sua cella, vennero tre angeli a far visita a Cristina; poco dopo, venne portata in mezzo al lago e gettata con un’ enorme pietra al collo, ma questa, invece di affondare galleggiò e il padre, presente al miracolo, fu scosso a tal punto da morire. A quest’ultimo successe il magistrato Dione, che continuò ad infliggere alla fanciulla torture di ogni tipo: le venne tagliata la lingua e tagliati i seni, venne trascinata nuda per il paese, i sui capelli furono tagliati con dei pettini con i chiodi, inoltre fu gettata nell’olio bollente e infine cercarono di farla mordere dai serpenti velenosi. Venne fatto del tutto per farla convertire ma due frecce nel cuore, posero fine alla triste storia.

I misteri

Per ricordare la storia della Santa, ogni anno la sera del 23 e la mattina del 24 luglio, in cinque piazze (castello, San Giovanni, San Rocco, Piazza e Santa Cristina), vengono rappresentati i cosiddetti quadri raffiguranti ognuno un martirio o scena diversa, tra le più note: il battesimo, la fornace, le onde, il taglio della lingua, la ruota, le verghe, i pettini, i diavoli, le serpi, le frecce, la gloria. A Bolsena, oltre alla preparazione generale per allestire il palco o scegliere i vestiti, è un giorno di festa, non mancheranno quindi mercatini e lo spettacolo pirotecnico la sera del 24.

Una tradizione importante per i Bolsenesi e un evento al quale prendere parte almeno una volta, anche per semplice curiosità!

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